La Mater Matuta torna al MAF

Nel mese di luglio è stata riallestita in una sala al primo piano del MAF la “Mater Matuta“, una scultura cinerario proveniente da Chianciano Terme, nel territorio di Chiusi. Si tratta di una figura femminile seduta in trono, con in grembo un bambino, il che è stato sufficiente a valerle, al momento della scoperta, l’identificazione con la dea italica protettrice dell’aurora, della fecondità e della nascita.

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La Mater Matuta

La scultura rappresenta un bellissimo esempio della produzione chiusina di statue cinerario di V sec. a.C., al pari del gruppo, sempre da Chianciano, che le è esposto accanto; si tratta di sculture a tutto tondo in cui la testa (e negli esemplari più recenti tutta la parte superiore del corpo) è mobile e nasconde una piccola cavità, destinata ad accogliere le ceneri del defunto.
Chiusi vanta una lunga tradizione nella produzione di cinerari già dall’epoca orientalizzante e poi arcaica, quando alla semplice urna sono date sembianze umane tramite la conformazione plastica del coperchio a forma di testa e, talvolta, l’aggiunta di braccia sulle anse e di un piccolo trono su cui l’urna viene collocata. Sono i cosiddetti canopi chiusini (niente a che vedere con quelli egizi, che contenevano gli organi interni estratti dai corpi per la mummificazione!), che costituiscono un modo per restituire al defunto quell’integrità fisica di cui il rituale della cremazione lo aveva completamente privato.

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I canopi chiusini esposti al secondo piano del MAF

La “Mater Matuta” presenta capelli raccolti e trattenuti da una benda, indossa una veste pesantemente panneggiata e siede su un trono i cui braccioli sono delle raffinatissime sfingi. Anche i piedi, che nella scultura emergono appena dalle pieghe dell’abito, sono mobili come la testa; in grembo regge un bambino avvolto in fasce. Sculture simili sono ben note in contesti italici (le cosiddette “madri” di Capua) e romano; a Roma il tempio di Mater Matuta sorgeva, già in età arcaica, al margine del Foro Boario, vicino al porto fluviale del Tevere, in una zona cruciale per i traffici e il commercio. La divinità era assimilata alla greca Ino-Leucotea, nutrice di Dioniso bambino.

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Il cinerario di Chianciano

Accanto alla Mater Matuta è collocata l’altro cinerario da Chianciano: qui il defunto, di sesso maschile, è rappresentato semisdraiato nella posizione del banchettante, e accanto a lui sulla kline siede un demone femminile alato che sorregge il rotolo su cui è scritto il fato dell’uomo.

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