Reperti “vecchi”, sale nuove!

Da ieri, venerdì 6 aprile, al secondo piano del MAF sono visitabili le nuove sale dedicate al Vaso François, al Sarcofago delle Amazzoni e ai Bronzetti greco-romani, recentemente riallestite grazie alla generosa donazione di Laura e Jack Winchester, liberalmente offerta al Museo Archeologico attraverso la Fondazione non profit Friends of Florence (allestimento stato curato dall’architetto Chiara Fornari e realizzato dalla ditta Machina s.r.l.).

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L’apparato didattico a corredo della sala

Il celebre Vaso François, capolavoro dell’arte vascolare greca, collocato in una nuova  nuova vetrina, è il fulcro di una nuova sala tutta nera, sulle cui pareti spiccano le riproduzioni (retroilluminate e in grande scala) del fregio principale con il matrimonio di Peleo e Teti. L’esposizione è corredata da un apparato didattico bilingue (in italiano e in inglese) e da due postazioni informatiche nelle quali i visitatori potranno agevolmente scorrere le immagini, approfondire i miti, le saghe e le storie degli antichi dei ed eroi della Grecia classica e della Guerra di Troia, scoprendo così quale fu il fascino che il Rex Vasorum (il Re dei Vasi) esercitò sugli aristocratici etruschi della potente città di Chiusi, che tra il 565 e il 550 a.C. lo acquistarono e lo posero in una grande tomba a sette camere.

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Le riproduzioni del fregio principale retroilluminate

Per la prima volta, inoltre, sono esposti accanto al grande cratere di Ergotimos e Kleitias due vasi figurati (della bottega del pittore Lydos) che solo recenti ricerche d’archivio hanno individuato come possibili elementi del corredo funerario di cui il Vaso François faceva parte. Uno di essi raffigura il Giudizio di Paride sulla bellezza delle tre dee Era, Atena e Afrodite, mito all’origine della Guerra di Troia, che quindi andrebbe a completare il ciclo mitologico della saga, integrandolo così con la parte iniziale della storia.

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I vasi prodotti nella bottega del Pittore di Lydos e il cratere nella nuova vetrina

In occasione dell’inaugurazione è stata presentata anche la guida del Vaso François, curata dal direttore Mario Iozzo, dettagliata e ampiamente illustrata (pubblicata dalla casa editrice Polistampa), destinata al pubblico anche non specialistico, disponibile sia in italiano che in inglese grazie alla traduzione di Andrew J. Clark.

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La guida edita da Polistampa

Il rinnovamento dell’apparato espositivo riguarda anche il Sarcofago delle Amazzoni, esempio unico al mondo di sepolcro di marmo dipinto (350 a.C.), destinato a una aristocratica dama di Tarquinia, nonna di un alto magistrato che l’ha onorata commissionando la splendida sepoltura. Ora protetto da un moderno dispositivo ad allarme sonoro, è stato anch’esso dotato di un nuovo apparato didascalico e didattico in doppia lingua, chiaro e comprensibile a tutti, che illustra le scene figurate e traduce le iscrizioni incise sulla sua superficie, spiegando anche il motivo per cui sono doppie. Anche in questo caso, due postazioni informatiche offrono ai visitatori la possibilità di scorrere le immagini e di avere approfondimenti (sia in italiano che in inglese) sulle raffigurazioni, la scoperta, lo stile, le pitture e i loro colori, le scene e i miti raffigurati.

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Il Sarcofago delle Amazzoni e l’apparato didattico della sala

Ai capolavori già esposti nella Sezione delle Collezioni, infine, si aggiunge negli splendidi ambienti realizzati all’epoca di Pietro Leopoldo di Toscana un’altra importante sezione, quella allestita da G. Carlotta Cianferoni e dedicata ai Bronzetti greco-romani. Tre ambienti e undici vetrine che accolgono 180 pregiatissime statuette di bronzo, sia originali greci che copie di età romana, un tempo parti della grande collezione mediceo-lorenese e in parte restaurate e integrate da artigiani e artisti della loro corte (tra i quali Benvenuto Cellini).

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L’ultima delle sale dedicate ai bronzetti

Ad esse si accompagnano ritratti di tragediografi, poeti e filosofi greci e parti di grandi statue in bronzo, nonché, a completamento dell’esposizione, statue in marmo e oreficerie che permettono un confronto tra quanto raffigurato su alcune opere in bronzo e gli oggetti reali.

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Gli ori in mostra

Vi aspettiamo!

 

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The François Vase: New Perspectives. Presentazione del volume sul Vaso François

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Giovedì 20 marzo 2014, alle ore 10,00, nella splendida cornice storica del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, a Firenze, verrà presentato al pubblico il volume The François Vase: New PerspectivesPapers of the International Symposium – Villa Spelman, Florence 2003 (editors H. Alan Shapiro, Mario Iozzo e Adrienne Lezzi-Hafter)

I due tomi (uno con la raccolta dei testi e uno con tavole e disegni) sono il frutto di un lungo lavoro che ha portato all’edizione degli atti di una tavola rotonda internazionale, aperta esclusivamente a specialisti del Vaso François e del suo complesso programma iconografico, che si era tenuta nel 2003 a Villa Spelman, sulle colline del Forte Belvedere, all’epoca sede della Johns Hopkins University di Baltimora.

Una raccolta di 11 contributi, tutti proposti in lingua inglese da studiosi italiani, statunitensi, inglesi, tedeschi e svizzeri, specialisti di iconografia greca e in particolar modo delle ampie e articolate tematiche poste dal celebre cratere modellato ad Atene intorno al 565 a.C. dal vasaio Ergotimos e dipinto dal ceramografo Kleitias, esportato a Chiusi, all’epoca potente e florida città etrusca, e deposto nella tomba di una famiglia principesca, dove fu trovato nel 1844 da Alessandro François, Commissario di guerra dei Granduchi di Toscana, ma anche erudito e appassionato archeologo.

La nutrita serie di studi affronta problemi che spaziano dalla storia del vaso al suo possibile contesto di rinvenimento, dall’iconografia agli aspetti tecnici, dalle varie teorie interpretative alle molteplici valenze culturali di cui il vaso e il suo complesso programma iconografico furono caricati una volta che esso giunse in Etruria, fino all’ancora irrisolta questione se in un vaso di questo livello qualitativo, di questo impegno artistico e artigianale, di tanta inventiva e creatività non si possa riconoscere una commissione speciale di un principe etrusco richiesta direttamente ai produttori ateniesi.

Grazie a questo volume, un’opera così importante e complessa come il Cratere François viene ora collocata, con maggior precisione, in un più ampio e articolato contesto storico, sociale, artistico e persino commerciale, oltre trent’anni dopo il fondamentale studio a cura di Mauro Cristofani e Maria Grazia Marzi, Materiali per servire alla storia del Vaso François (Roma 1981) e a pochi anni dall’edizione della monografia di Mario Torelli, Le strategie di Kleitias (Milano 2007), opera il cui contenuto è uno sviluppo dell’articolo dello stesso autore in questo volume.

Per l’occasione, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana ha realizzato una nuova campagna fotografica digitale ad altissima risoluzione, con oltre 600 scatti che, grazie a uno specifico software, sono stati ricomposti fino a riprodurre ciascun fregio nel suo intero sviluppo; tali fregi (arricchiti da dettagli ingranditi e con tutte le iscrizioni chiaramente leggibili) sono posti (a confronto) accanto ai disegni realizzati nel 1899 da Karl Reichhold e successivamente pubblicati da Adolph Furtwängler.

Questo il programma della Presentazione del 20 marzo, che si svolge sotto il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana, grazie al supporto del Museo Ferragamo (Firenze) e della famiglia François (Antella, Firenze) e in collaborazione con la rivista Archeologia Viva:

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Il volume è edito dalla casa editrice Akanthus, di Kilchberg (Zurigo) e la redazione finale ha usufruito delle attente cure di Adrienne Lezzi-Hafter; il lay-out è stato realizzato da Mark Manion. La realizzazione delle nuove riprese fotografiche è stata coordinata da Mario Iozzo e realizzata da Fernando Guerrini, della Soprintendenza per i Beni Archeologici della toscana.

Contributi (192 pagine, con 71 immagini in bianco e nero)

H. A. Shapiro: “The François Vase: 175 Years of Interpretation”

M. G. Marzi: “Was the François Crater the only Piece from the Dolciano Tomb?”

C. Reusser: “The François Vase in the Context of the Earliest Attic Imports to Etruria”

M. Iozzo: “The François Vase: Notes on Technical Aspects and Function”

J. Gaunt: “Ergotimos epoiesen: the Potter’s Contribution to the François Vase”

M. Torelli: “The Destiny of the Hero – Toward a Structural Reading of the François Vase”

B. Kreuzer: “Myth as a Case Study and the Hero as Exemplum

J. Neils: “Contextualizing the François vase”

R. von den Hoff: “Theseus, the François Vase and Athens in the Sixth Century B.C.”

J. M. Barringer: “Hunters and Hunting on the François Vase”

A. Lezzi-Hafter: “Where the Wild Things Are – The Side-Themes on the François Krater

Indici

Tavole (56 pagine)

7 pagine di introduzione con 13 foto a colori; 48 pagine di tavole a colori e gli apografi delle firme del vasaio Ergotimos e del pittore Kleitias e 17 disegni dei fregi (eseguiti nel 1899 per la monumentale opera di A. Furtwängler e K. Reichhold, Griechische Vasenmalerei. Auswahl hervorragender Vasenbilder, München 1900 – 1927), nonché, editi per la prima volta, il profilo e la sezione del vaso, che rivelano la complessa conformazione delle anse a voluta.

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Durante la manifestazione verrà proiettato un filmato con le nuove immagini digitali del Vaso François, realizzato da Simone Bellucci (SBAT), con musiche originali di Walter Maioli tratte da “Flauti Etruschi” (produzione Soundcenter).

In occasione della giornata, dalle ore 15,00 alle 18,00, presentando alla biglietteria del Museo Archeologico un tagliando che verrà appositamente rilasciato ai partecipanti all’iniziativa, sarà possibile ottenere una riduzione del 50% sul costo del biglietto (dunque, con soli € 2,00), per poter ammirare il Vaso François da vicino ed eccezionalmente fuori dalla sua vetrina.