Partecipiamo alla #Museumweek!

Dal 28 marzo al 3 aprile 2016 torna la #museumweek. Giunta ormai alla sua terza edizione, la #museumweek è la settimana dei musei su twitter: dal lunedì alla domenica, ogni giorno i musei che aderiscono all’iniziativa devono twittare in base ad un tema specifico, che è stato scelto nei mesi scorsi. I temi del 2016 sono i seguenti:

museumweek 2016

Lunedì 28 marzo 2016: #secretsMW: far scoprire al pubblico il dietro le quinte del museo e, perché no, anche qualche segreto ben custodito.

Martedì 29 marzo 2016: #peopleMW: una giornata dedicata a tutte le persone (famose o no) che hanno reso o rendono oggi il museo quello che è. Occasione ideale per parlare dei fondatori, delle figure emblematiche, ma anche di coloro che vi lavorano tutti i giorni e delle loro occupazioni.

Mercoledì 30 marzo 2016: #architectureMW:

raccontare la storia dell’edificio, del giardino, del quartiere e dei suoi luoghi emblematici. Un modo per presentare il museo sotto un’altra angolatura.

Giovedì 31 marzo 2016: #heritageMW: una giornata dedicata al patrimonio culturale, ai tesori e alle riserve (materiali e immateriali). L’occasione perfetta per far scoprire al pubblico quello che offre il museo.

Venerdì 1° aprile 2016: #futureMW: condividere con il pubblico i programmi innovativi, le sfide, i progetti di ricerca, gli obiettivi istituzionali e gli sviluppi futuri.

Sabato 2 aprile 2016: #zoomMW: giornata dedicata ai dettagli e agli aneddoti, un approccio interessante per scoprire contenuti e opere in modo alternativo: uno zoom sui reperti.

Domenica 3 aprile 2106: #loveMW: Domenica sarà il giorno dei colpi di fulmine al museo! Dunque mettere in risalto le punte di diamante del MAF (opere, mostre, spazi…) usando Twitter per fornire consigli sulla visita.

Lo scopo della settimana è istituire un dialogo tra musei e soprattutto con il pubblico, che è invitato a interagire, a intervenire con domande e con il racconto della propria esperienza nei musei.

La #museumweek nasce nel 2014 per iniziativa di 12 musei francesi in collaborazione con Twitter France, ma fin nelle intenzioni ha avuto un taglio internazionale, coinvolgendo ben 630 musei europei (e più di 100 italiani). L’anno seguente la portata dell’evento è stata ancora più ampia e l’Italia, per la quale hanno partecipato 256 musei, ha fatto sentire ancora di più la sua voce; l’Area Archeologica di Massacciucoli Romana è stata l’account museale in assoluto più attivo, seguito dall’Antiquarium di Porto Torres: due realtà piccole “fisicamente”, ma molto attive quotidianamente su Twitter. Sì, perché la #museumweek ha come scopo quello di gettare le basi per un’interazione col pubblico che deve essere gestita tutto l’anno.

La copertina della nostra pagina facebook realizzata apposta per la #museumweek
La copertina della nostra pagina facebook realizzata apposta per la #museumweek

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze col suo account twitter @MAF_Firenze ha partecipato fin dalla prima edizione. Dei risultati di quella prima #museumweek avevamo raccontato qui. Quest’anno partecipiamo con lo stesso spirito entusiasta, nell’ottica di fare rete con sempre più musei e di stabilire legami più forti con le persone.

Seguiteci su Twitter, seguite l’ashtag #museumweek!

Archeotoscana presentata ad Archeoblog alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum è ormai da 16 anni un appuntamento fisso per l’archeologia italiana. Quest’anno, all’interno del ricco programma di incontri, ha trovato posto Archeoblog, il primo evento per blogger di archeologia italiani, nel corso del quale è stato presentato il blog di Archeotoscana e l’attività su social network della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.

L’evento è stato voluto da Cinzia Dal Maso, giornalista e blogger, per fare il punto sulla situazione dei blog di archeologia in Italia, per riunire insieme nella stessa sala i principali attori della comunicazione dell’archeologia nel web 2.0, per vedere le buone pratiche presenti nella rete e per cogliere spunti anche da esperienze esterne all’archeologia ma non al mondo della comunicazione culturale: perché è dal confronto e dallo scambio di idee che spesso si hanno i suggerimenti migliori.

È la stessa Cinzia Dal Maso ad aprire e a moderare i lavori: per fare comunicazione culturale ormai non si può prescindere dalla rete, eppure in Italia la comunicazione online, nel web 2.0 e nei social network ancora langue e la figura del comunicatore social, richiesta e utilizzata in molti settori, nel mondo dei Beni Culturali ancora è molto poco sfruttata.

Il primo intervento è quello di Fabrizio Todisco, ideatore delle Invasioni Digitali. Non è un blogger, ma la scorsa primavera ha creato dal nulla e in pochissimo tempo un movimento dal basso che ha mobilitato il popolo della rete al grido di “La cultura è di tutti!”. L’azione delle invasioni si svolse lo scorso aprile e consistette nell’organizzare delle “invasioni” pacifiche all’interno di strutture museali, parchi e giardini storici, istituzioni culturali, centri storici, con l’intenzione di avvicinare la gente ai luoghi culturali più o meno noti del nostro paese. L’iniziativa ebbe un grande successo in rete e verrà replicata anche la primavera prossima.

L’intervento successivo, di Marina Lo Blundo, è entrato nello specifico delle pochissime realtà italiane di blog museali relativi a musei archeologici nazionali. È stato presentato sia il blog del Museo Archeologico Nazionale di Venezia, il primo blog in assoluto, e poi è stata raccontata nello specifico la nascita e il funzionamento del blog e dei social network di Archeotoscana. Qui potete seguire tutto l’intervento; al minuto 30.10 inizia l’intervento relativo proprio al nostro blog:

A seguire un altro blogger museale, Francesco Ripanti, ha raccontato la sua esperienza con il blog del Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona. Francesco Ripanti, inoltre, si occupa di video per la comunicazione dell’archeologia, ritenendo che siano i video siano uno strumento fondamentale per la comunicazione per i siti archeologici e per i musei.

Astrid D’Eredità, archeoblogger ed esperta di social media ribadisce il fatto che chi si occupa di comunicazione culturale è un professionista della cultura, e come tale il suo ruolo dev’essere riconosciuto; porta poi all’attenzione dei presenti alcuni casi di buone pratiche di marketing culturale efficace all’estero.

Stefano Costa, archeoblogger, suggerisce che l’attività social e su blog dei musei venga inserita nelle loro carte dei servizi. Pone poi alcuni quesiti, soprattutto ai blogger museali presenti: come conciliare lo strumento blog, da sempre utilizzato come luogo dell’opinione personale del blogger, in uno strumento di comunicazione ufficiale di un’istituzione? Quali linguaggi utilizzare?

Alcuni tweet durante l'intervento su Archeotoscana. Per vedere tutto il livetwitting potete seguire su twotter l'ashtag #archeoblog
Alcuni tweet durante l’intervento su Archeotoscana. Per vedere tutto il livetwitting potete seguire su twotter l’ashtag #archeoblog

Gli risponde Andrea Maulini, che non è  archeoblogger ma si occupa del social media marketing di alcuni importanti teatri e festival in Italia: il blogger che scrive per un blog “ufficiale” deve mettere da parte la propria opinione personale, tuttavia può esprimere la sua creatività cercando, utilizzando e creando nuove forme di racconto per stimolare l’attenzione del pubblico. A proposito dei social network, spiega che ogni social ha dinamiche sue proprie che vanno sapute sfruttare, e che è dall’integrazione di più social network che si può fare una buona promozione e comunicazione culturale.

Tocca poi a Mariangela Vaglio, in arte Galatea, blogger fin dal 2003. Non è archeologa, ma col suo blog personale si è resa conto che i post che più interessano sono quelli culturali, perché il pubblico è interessato a contenuti culturali. Spiega che non bisogna inorridire davanti ad espressioni quali “marketing culturale”, perché le regole della comunicazione e della promozione rispondono in tutti i campi alle stesse regole. A proposito dell’uso dei social, suggerisce che ogni tipo di social network ha un suo pubblico con bisogni diversi, che necessita dunque di linguaggi e di contenuti diversi.

Michele Stefanile, archeologo subacqueo, nella sua esperienza di blogger attento a cosa circola in rete, si è reso conto che è tanta la disinformazione o la cattiva informazione in cui il pubblico può incappare: nel suo campo, l’archeologia subacquea, appunto, il fenomeno è tanto più sviluppato in quanto il tema stimola la fantasia e i facili sensazionalismi facendo leva sull’idea del mistero a tutti i costi. Per questo, dice Michele Stefanile, è tanto più importante riuscire ad opporre una voce autorevole, quella dell’archeoblogger, che riesca a mettere ordine nel mare della cattiva informazione che circola in rete.

Giuliano De Felice, ricercatore all’Università di Foggia, nota come l’Università non formi i giovani archeologi ad affrontare il mondo del lavoro attuale. Non vengono forniti agli studenti gli strumenti per imparare a fare comunicazione archeologica (e infatti i blogger presenti a Paestum, così come tutti gli altri archeoblogger d’Italia si sono “formati” da soli).

Le conclusioni spettano ad Andrea Maulini, il quale di nuovo ribadisce l’importanza di un uso integrato di blog e social network per un’efficace comunicazione culturale. Buone pratiche in rete ci sono, anche in Italia, ma sono ancora poche, c’è ancora molta strada da fare.

Cinzia Dal Maso, in chiusura, è ottimista: anche se la figura del comunicatore culturale nel web stenta a decollare e ad essere riconosciuta, soprattutto dalle istituzioni culturali e museali che più ne avrebbero bisogno, il fatto stesso di essere riusciti ad incontrarsi all’interno della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum è già di per sé un notevole risultato.

schermate_blog

Volendo tirare le somme, Archeoblog è stato un momento di confronto importante. L’esperienza di Archeotoscana, con il blog, la pagina facebook e l’account twitter @MAF_Firenze, ancora molto giovane, è sicuramente un esempio positivo di comunicazione culturale attraverso l’uso dei social media e del web 2.0. Il caso di Archeotoscana è stato accolto più che positivamente anche e soprattutto per il suo carattere di novità nel panorama della comunicazione archeologica online in Italia, visto che sono davvero pochi gli esempi nel nostro Paese di blog di musei archeologici nazionali (e unico caso di blog di un’intera soprintendenza) e che ancora pochi e poco consapevoli sono i musei presenti sui social network. Perché in rete, sui social in particolare, non basta semplicemente esserci per fare buona comunicazione e per interagire col pubblico.