Festa dei Musei e Notte dei Musei 2017: gli appuntamenti al MAF e a Villa Corsini

Torna anche quest’anno la Festa dei Musei, un’iniziativa a livello mondiale voluta dall’ICOM, International Council of Museums e, in Italia promossa dalla Direzione Generale Musei del MiBACT nell’ottica di coinvolgere, appassionare e incuriosire il pubblico dei musei. Il tema, non a caso, è l’ “indicibile”.

In occasione della #festadeimusei, sabato e domenica 20-21 maggio saranno effettuate visite guidate gratuite: Il MAF ha pensato due diversi percorsi, uno destinato ai più piccoli, e uno per gli adulti sul tema dell’ “indicibile”:

“La morte nel mondo antico: rituali, paure e speranze”
(Percorso speciale destinato ai minori): visite guidate ripetute, con illustrazione di reperti dell’antico Egitto legati al tema della morte, della mummificazione e delle speranze escatologiche, inclusi aspetti particolari come le mummie di piccoli coccodrilli, gli scarabei del cuore e la pesatura delle anime.

“Eros: il sesso nel mondo greco, dal piacere carnale alle iniziazioni religiose”
(Percorso speciale riservato agli adulti): visite guidate con illustrazione di reperti del mondo greco-romano, che documentano usi e costumi erotici dei Greci, i loro miti sul sesso e aspetti “scabrosi” della loro religione.

Coppa ateniese a figure rosse, con scene erotiche (firmata dal vasaio Douris; 490-480 a.C.). Raro esempio di campionario di posizioni acrobatiche sessuali, dal voyerismo al sesso di gruppo, fino al sadismo.

Le visite saranno ripetute più volte nel corso della mattinata e non occorre prenotazione.

Il museo sarà aperto anche la sera del 20 maggio, dalle 19 alle 22, per la Notte dei Musei. In tale occasione il biglietto costerà 1 €. Anche nel corso della serata saranno effettuate le visite tematiche gratuite sui temi della mummificazione e dell’eros nel mondo greco.

In occasione della #festadeimusei, sabato 20 maggio anche a Villa Corsini a Castello saranno effettuate visite guidate gratuite sul tema dell’ “indicibile” nei musei:

“Segreti scomodi o indicibili di Villa Corsini”

Le visite guidate (inizio alle ore 14,00; 15,00; 16,00; 17,00) prevedono l’illustrazione degli ambienti della Villa e il racconto di alcuni suoi segreti, dai falli dionisiaci alle testimonianze lasciate dai rifugiati di guerra….e forse anche ai fantasmi?

Vi ricordiamo che il Museo di Villa Corsini è parte integrante delle collezioni archeologiche conservate al MAF.

Chimera Relocated: per un mese sarà a Palazzo Vecchio

In occasione del G7 per la Cultura, evento politico-culturale di portata mondiale che sarà ospitato a Firenze i giorni 30 e 31 marzo 2017, sono state predisposte alcune iniziative culturali di forte impatto. Una riguarda proprio la nostra Chimera di Arezzo, che si trasferirà per un mese, dal 28 marzo al 28 aprile 2017, nella Sala Leone X di Palazzo Vecchio. L’iniziativa si intitola “Chimera relocated. Vincere il mostro“.

La Chimera di Arezzo

Più che di un trasferimento, per la Chimera si tratta di un momentaneo “ritorno a casa”: sì, perché fu proprio nella Sala Leone X che essa fu collocata all’indomani della sua scoperta ad Arezzo a metà del Cinquecento. In un vecchio post abbiamo raccontato le vicende del suo ritrovamento, che avvenne il 15 novembre del 1553. Della sua scoperta era stata data immediata comunicazione a Cosimo I de’Medici, signore di Firenze, il quale la fece collocare, su suggerimento di Giorgio Vasari, proprio nella sala di Leone X, a simboleggiare  le forze negative e i nemici che Cosimo I aveva dovuto fronteggiare e sconfiggere, lui, novello principe etrusco. Vasari scrisse proprio “ha voluto il fato che la si sia trovata nel tempo del Duca Cosimo il quale è oggi domatore di tutte le chimere“.

Il ritrovamento fu senza dubbio una fortunata circostanza in un momento culturale in cui Cosimo I sosteneva un certo revival etrusco orientato a sostenere una primazia dell’arte etrusca su quella classica e romana, dovuta alla sua anteriorità, e a giustificare quindi culturalmente le sue ambizioni politiche.

La Chimera stette nella sala di Leone X fino al 1712, quando fu trasferita agli Uffizi. Qui la ritrae il pittore Johan Zoffany nel 1772, all’interno di una Tribuna degli Uffizi stracolma di opere d’arte e di oggetti antichi. Al 1784 risale invece il suo restauro con l’aggiunta della coda. Sì, perché al momento del suo rinvenimento, la Chimera era stata rinvenuta priva della coda che presumibilmente doveva aver avuto la forma di un serpente. A completare l’opera ci pensò lo scultore-restauratore Francesco Carradori, il quale realizzò un’inedita coda a testa di serpente che morde il corno della testa di capra morente sul dorso della Chimera. Ed è con queste fattezze che la Chimera si presenta oggi.

La Chimera nel centro della Sala Leone X di Palazzo Vecchio. Alle sue spalle il busto di Cosimo I de’Medici

Insieme alla Chimera, nella sala di Leone X il prossimo mese saranno esposti un busto di Cosimo I e una lettera indirizzata a Baccio Bandinelli nella quale è tratteggiata la figura della Chimera: è uno dei primissimi documenti nei quali si parla di essa.

Chimera Relocated fa parte delle manifestazioni di G7OFF, collaterali al G7 della Cultura. Nel corso di quest’esposizione temporanea, i visitatori del Museo Archeologico Nazionale in possesso del biglietto potranno accedere alle sale di Palazzo Vecchio con biglietto ridotto. Un ciclo di visite e attività per giovani, adulti e famiglie coi bambini accompagna la mostra per tutta la sua durata (qui il programma completo).

L’iniziativa è svolta in collaborazione tra il Comune di Firenze, MUS.E Firenze e il Polo Museale Regionale della Toscana, di cui il Museo Archeologico Nazionale di Firenze fa parte.

Il restauro della Testa di Cavallo Medici-Riccardi al Salone del Restauro di Firenze

Nell’ambito del Salone del Restauro di Firenze, il direttore del MAF Mario Iozzo e il restauratore Nicola Salvioli presenteranno il restauro della Testa di Cavallo Medici-Riccardi, condotto nel 2015 grazie al contributo di Friends of Florence.

Il restauro della scultura è stato infatti reso possibile grazie al Premio Friends of Florence. L’11 novembre al Salone del Restauro di Firenze un convegno sarà proprio dedicato a tutti i restauri di opere d’arte promossi da Friends of Florence. In particolare la conferenza dedicata alla testa di cavallo Medici-Riccardi si svolgerà dalle 14 alle 14.45 presso la Sala Edwards.

La testa di cavallo Medici-Riccardi sul banco del restauratore al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

La testa di cavallo Medici-Riccardi sul banco del restauratore al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Il restauro si era svolto all’interno del museo sotto gli occhi dei visitatori: un cantiere aperto, in modo che tutti potessero assistere alle operazioni di pulitura della superficie del bronzo, il materiale di cui è costituita la statua. Già all’epoca vi avevamo raccontato dei risultati del restauro, che furono presentati pubblicamente prima che la scultura fosse esposta in mostra a Palazzo Strozzi in occasione di Potere e Pathos, mostra che fu realizzata in grande collaborazione col nostro museo.

La Testa di Cavallo Medici-Riccardi è parte di una scultura equestre originale greca in bronzo del IV secolo a.C. Utilizzata come bocca di fontana dal Quattrocento nel giardino di Palazzo Medici-Riccardi e appartenente alla collezione di antichità dei Medici, la testa ha rivelato, nel corso del restauro, interessanti tracce di dorature, che mostrano come la statua fosse stata dorata fin dall’inizio. La testa era parte di un gruppo scultoreo costituito dal cavallo, giovane, nervoso come rivelano le narici dilatate, e dal suo cavaliere, che ne trattiene l’impeto tirandolo verso destra: così sembra rivelare l’impostazione stessa della testa, che oggi, dopo il restauro, è stata privata della sua base seicentesca, che ne regolarizzava i bordi e le dava eleganza e simmetria, ed è tornata alla sua posizione originaria.

La Testa di Cavallo Medici-Riccardi dopo il restauro

La Testa di Cavallo Medici-Riccardi dopo il restauro

La testa di cavallo Medici-Riccardi, oggi esposta al secondo piano del Museo, nella sezione dedicata alle “Antiche Collezioni” e all’arte greca, nel Rinascimento costituì da modello per le sculture equestri di Donatello, prima tra tutte la Protome Carafa (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). È un’opera d’arte antica importante dunque sia per la sua eccezionalità (sono pochi gli originali di sculture in bronzo di arte greca giunti fino a noi) che per la sua influenza sullo sviluppo dell’arte rinascimentale. Il restauro ha permesso di approfondire, e in parte di riscrivere, la storia di questo capolavoro dell’arte antica.

La F@Mu 2016 al MAF: ecco com’è andata!

Un austero mostro a tre teste di bronzo (la copia…!) con i palloncini colorati sulla coda; una bandiera gigante a pois; matite e pennarelli sparsi nelle sale. Cosa è successo? Il museo per due giorni ha dismesso i panni seriosi e impolverati dell’archeologo accademico per aprirsi ai piccoli visitatori, ha cercato di rendersi accattivante, comunicare con loro e insegnare giocando. Le due giornate dell’8 e 9 ottobre scorsi sono state interamente dedicate alle famiglie, con l’inaugurazione ufficiale della Giornata delle Famiglie al Museo 2016 prima e con i laboratori e le visite guidate per i bambini poi.

Il museo allestito per le giornate F@Mu con i palloncini e Matì e Dadà, le mascotte ufficiali di F@Mu

Il museo allestito per le giornate F@Mu con i palloncini e Matì e Dadà, le mascotte ufficiali di F@Mu

Durante l’inaugurazione dell’8 ottobre è stata presentata ufficialmente l’iniziativa, alla presenza delle autorità e dei membri dello staff F@Mu che, in una singolare “procedura invertita”, sono stati introdotti e intervistati dai bambini presenti. Al MAF sono stati consegnati la targa di riconoscimento e il premio di una fornitura di materiale didattico per la vittoria nel concorso per il tema 2016, “Giochi e gare al museo“. Al termine è stata poi inaugurata la mostra didattica interattiva per bambini “Giochi e gare… dall’antichità al museo“, che rimarrà allestita per un anno. La mattinata si è conclusa con una merenda per i più piccoli, offerta da Unicoop Firenze.

Loo staff del MAF e di F@Mu con la targa (che è stata esposta alla mostra!)

Lo staff del MAF e di F@Mu con la targa (che è stata esposta alla mostra!)

Il 9 ottobre, invece, fin dalla prima mattinata, si sono susseguite senza sosta le attività rivolte ai bambini, tutte dedicate agli sport nel mondo antico: all’accoglienza tutti hanno ricevuto l’activity book del MAF, mentre nel museo attendevano i piccoli visitatori due laboratori e un ciclo continuo di visite guidate alla mostra. Ad ogni piano, inoltre, una postazione disegno era stata allestita per consentire di colorare e costruire le proprie corone d’olivo, il premio per i piccoli “atleti della cultura“.

"Mens sana in corpore sano", dicevano gli antichi... e i nostri piccoli atleti sono sulla buona strada!

Mens sana in corpore sano“, dicevano gli antichi… e i nostri piccoli atleti sono sulla buona strada!

Nel laboratorio “A scuola di pittura con Kleitias” i bambini, al seguito della mascotte del museo, un bambino greco destinato a diventare un grande pittore di ceramica (eh sì… proprio l’autore del vaso François!), hanno appreso la tecnica della pittura a figure nere, dipingendo le discipline sportive praticate nelle antiche Olimpiadi. Ognuno ha poi portato a casa il suo piatto, ma la galleria dedicata è ancora pubblicata sulla nostra pagina Facebook.

Artisti all'opera... si impara dagli antichi!

Artisti all’opera… si impara dagli antichi!

Al primo piano del museo, invece, ad attendere i bambini un percorso irto di ostacoli: nel gioco “Un giorno ai giochi di Olimpia“, per procedere, bisognava rispondere correttamente ai quesiti sugli sport antichi spiegati in precedenza. E chi si imbatteva nella casella con il lottatore veniva atterrato subito, saltando il turno successivo!

Atleti e spettatori dei giochi di Olimpia... chi arriverà alla fine?

Atleti e spettatori dei giochi di Olimpia… chi arriverà alla fine?

E finalmente, al secondo piano del museo, i bambini potevano entrare nel vivo dei giochi: due ambienti interamente dedicati a loro, con la gigantografia calpestabile dello stadio di Atene e un’esposizione “parlante” di oggetti e raffigurazioni legati al mondo dello sport nell’antichità. Qual era l’origine dei giochi di Olimpia, quali erano i premi e le discipline? La visita guidata è stata accompagnata dalla possibilità di toccare con mano riproduzioni di strumenti antichi per il salto, di indossare la corona di olivo e di ascoltare, grazie alle “vetrine sonore”, i suoni delle gare antiche e la musica che le accompagnava.

Entriamo nello stadio!

Entriamo nello stadio!

L’esperienza di F@Mu si è ripetuta per il quarto anno consecutivo, arricchita quest’anno da una mostra e dalle grandi possibilità aperte dalla collaborazione diretta con lo staff dell’associazione Famiglie al Museo, con cui siamo stati lietissimi di condividere l’evento in diretta. La mostra e le attività per i più piccoli, che hanno ricevuto ulteriore impulso dalla manifestazione, proseguiranno tutto l’anno con una calendarizzazione che a breve renderemo pubblica, con attività concentrate nei finesettimana; l’activity book e il catalogo della mostra, intanto, assieme ad altri giochi, sono già disponibili nello zainetto dell’archeologo!

Si ringraziano ancora tutti gli sponsor che hanno reso possibile la realizzazione dei laboratori e della mostra (Unicoop Firenze, Friends of Florence), il direttore del MAF dott. M. Iozzo, il direttore del Polo Museale regionale della Toscana dott. S. Casciu, il personale del MAF che ha collaborato e, soprattutto, tutto lo staff dell’Associazione, che ha lavorato a stretto contatto con noi per realizzare questa bellissima festa.

“Giochi e gare al museo”: la F@Mu 2016 al MAF

Il giorno 9 ottobre 2016 si svolgerà, al MAF come su tutto il territorio nazionale, la giornata Nazionale delle Famiglie al Museo. La manifestazione, promossa dall’Associazione Famiglie al Museo e patrocinata dal Mibact e numerose istituzioni italiane, è dedicata ai piccoli fruitori dei musei accompagnati dagli adulti e vede nel 2016 la sua quarta edizione.

locandinafamu2016-def-850x1195Il MAF, che sin dal primo anno ha preso parte all’iniziativa con laboratori didattici e giochi studiati appositamente per i piccoli visitatori, quest’anno è risultato vincitore del concorso indetto dall’associazione Famiglie al Museo per la scelta del tema dell’edizione 2016, con la proposta “Giochi e gare al museo – il museo palestra della mente”: per questo spetterà al Museo fiorentino ospitare la cerimonia di apertura della manifestazione, nel corso della quale sarà insignito della targa di riconoscimento.

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Per l’occasione è stata allestita la mostra “Giochi e gare… dall’antichità al Museo”, organizzata dal MAF grazie a fondi ministeriali, con il contributo di Unicoop Firenze, dell’Associazione Famiglie al Museo e dell’associazione Friends of Florence.

La seconda domenica di ottobre, dalle ore 9.30, sarà dato il via alla Giornata delle Famiglie al Museo. Tutti i bambini che entreranno con i loro accompagnatori (ingresso gratuito per ciascun bambino e per due suoi accompagnatori) saranno dotati di un acticvity book con giochi e quiz da completare durante il percorso di visita: ad accompagnare i piccoli visitatori sarà, idealmente, un bambino dell’antica Grecia con la passione per lo sport e la pittura, Kleitias… Sì, proprio quello che “da grande” dipingerà il vaso François!

Una pagina dell'activity book

Una pagina dell’activity book

k_disegna_col_blogNel museo saranno predisposte tre postazioni disegno, una per piano, per fermarsi a disegnare e ritagliare le ghirlande di cartoncino distribuite ai bambini. Su prenotazione, invece, si terranno due laboratori a tema, ripetuti tre volte ciascuno nel corso della mattinata (alle ore 9.30, 11.00, 12.30): “A scuola di disegno con Kleitias” (laboratorio di pittura a figure nere su ceramica) e “Un giorno alle gare di Olimpia” (gioco dell’oca gigante con quiz sullo sport nell’antichità).

Sempre dalle 9.30, ogni ora, si ripeteranno le visite guidate alla mostra “Giochi e gare… dall’antichità al museo”.

La mostra, collocata all’interno del percorso espositivo – al secondo piano del Museo -, è stata appositamente studiata con scopi didattici e pensata per essere fruita, sia con l’accompagnamento di un adulto che in autonomia, dai piccoli visitatori del Museo Archeologico. Si presenta, infatti, come un’esperienza interattiva attraverso la quale i bambini possono apprendere, grazie all’osservazione degli oggetti esposti, lo svolgimento dei giochi sportivi nel mondo greco in occasione delle Olimpiadi antiche, con l’aiuto di ricostruzioni visive e sonore, i paesaggi sonori realizzati in collaborazione con Francesco Landucci.

Uno dei pezzi esposti, con la corsa dei carri

Uno dei pezzi esposti, con la corsa dei carri

A conclusione del percorso, i bambini potranno infatti anche maneggiare alcune ricostruzioni degli attrezzi antichi per il salto e incoronarsi con una corona d’olivo, come i veri vincitori dei giochi antichi, scattandosi una foto nella postazione dedicata!

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Per informazioni e prenotazioni: 055 23575 oppure scarica il volantino cliccando sull’immagine!

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Gli antichi Romani dicevano “Mens sana in corpore sano!” È latino e significa che per ognuno di noi è importante prendersi cura del proprio corpo (mangiando cibi sani e nutrienti e facendo attività fisica, per esempio) e della propria MENTE… Ma come ci si prende cura della MENTE????? Andando a scuola ma anche cercando di essere sempre bambini curiosi pronti a scoprire il mondo che ci circonda! Per allenare il corpo… si può andare in palestra, naturalmente. Per allenare la MENTE… Beh! Possiamo andare tutti al Museo!!!!

Il MAF alle Olimpiadi

Dal 5 al 21 agosto si terranno a Rio de Janeiro le XXXI Olimpiadi; il Mibact, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del CONI, promuoverà con una iniziativa nazionale la cultura del nostro paese.

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La #domenicalmuseo del 7 agosto sarà infatti dedicata al tema dello sport in tutti i musei che aderiranno all’iniziativa, e sarà esposta un’opera particolare attinente al tema a cui sarà dato particolare rilievo (qui le opere esposte da tutti i musei).

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La copertina dell’evento dedicata al MAF

Il MAF ha scelto di esporre l’anfora panatenaica attribuita al pittore Lydòs, risalente al VI sec. a.C., per il suo stretto legame con le competizioni sportive nell’antichità; la domenica 7 agosto il direttore del museo, dott. M. Iozzo, illusterà l’opera ai visitatori a cadenze regolari.

L’anfora in questione, come recita l’iscrizione, Tón Athénethen áthlon (“questo è [il premio] delle gare in Atene”), alta più di mezzo metro e capace di oltre 40 litri, era una delle 140 che spettavano, colme dell’olio ricavato dagli ulivi sacri ad Atena, al vincitore della più importante gara sportiva delle Panatenee. La principale festa religiosa dell’antica Atene si svolgeva, infatti, in onore della divinità protettrice della città, Athená Poliás (Atena dea della Pólis, ovvero della città con il suo territorio), per otto giorni a partire dall’anniversario della nascita della dea, il 28 del mese di Ecatombeone (fine luglio), e ad essa partecipavano tutti i cittadini liberi, comprese le donne.

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Nel 566 a.C. le antiche celebrazioni furono riorganizzate dal tiranno Pisistrato, che seguendo il modello dei Giochi Olimpici – le analoghe feste che si tenevano a Olimpia in onore di Zeus – stabilì anche per le Panatenee una cadenza quadriennale, ma nel terzo anno di ogni Olimpiade, perché non vi fossero sovrapposizioni. Per la sua antichità, l’anfora, commissionata dal governo di Atene a un vasaio per il quale Lydós lavorava come pittore, è riferibile appena alla terza o quarta edizione dei Giochi Panatenaici, quella del 558 o del 554 a.C., come conferma l’assenza di alcuni elementi (la colonna sormontata da un gallo, simbolo dell’agón, lo spirito della competizione, e l’iscrizione sulla fronte, posta lateralmente e in verticale) che poco dopo, dal 550 circa a.C., diventeranno standard e rimarranno tali per quasi tre secoli.

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La disciplina sportiva premiata è in questo caso il téthrippon, la corsa con la quadriga, raffigurata al galoppo sul lato posteriore del vaso, con l’auriga dalla caratteristica tunica bianca (chitón poderés) e con il pungolo (kéntron) in mano. Sul lato principale, il vincitore, con la benda rossa con la quale si cingerà il capo (tainía niketéria, la “benda della vittoria”), è rappresentato di fronte ad Atena.

Questa anfora ebbe una lunga storia: a un certo punto della sua storia, infatti, lnon sappiamo se vuota o piena, prese la via dell’Etruria, dove finì per essere deposta nella tomba di un aristocratico signore di Orvieto, in cui è stata ritrovata durante gli scavi ottocenteschi.

In Toscana sono due i musei del Polo Museale Regionale che aderiscono all’iniziativa: oltre al Museo Archeologico di Firenze c’è anche il Museo Archeologico Mecenate di Arezzo, che esporrà l’anfora con Pelope e Ippodamia.

L’ashtag per seguire l’evento sui social è #italianmuseums4olympics

Il Museo Archeologico a MusArt festival 2016

Il mese di luglio a Firenze vedrà protagonista piazza SS. Annunziata, con una serie di eventi che approfitteranno dei suoi spazi e dei monumenti che la circondano. Nell’ambito dell’Estate Fiorentina è infatti in cartellone, dal 19 al 23 luglio, MusArt Festival, un festival pensato per coniugare arte, musica e cibo.

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BitConcerti propone al pubblico di fiorentini e non una serie di ‘percorsi emozionali’ che abbiano il loro fulcro nell’abbinamento di un concerto con la visita di un giardino, di un luogo di culto o di un palazzo monumentale insieme ad occasioni gastronomiche selezionate. Coloro infatti che acquisteranno il biglietto per assistere ad uno dei concerti del festival, potranno visitare gratuitamente alcuni dei luoghi d’arte più significativi, accessibili dalla piazza. Il MAF sarà presente con il suo giardino munumentale, aperto per l’occasione con visite guidate alle tombe etrusche ricostruite al suo interno.

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Le visite potranno avvenire a partire dalle ore 20.00 fino ad inizio concerto. L’allestimento della piazza sarà di tipo teatrale e saranno presenti al suo interno alcuni punti ristoro.

Uno sguardo sul fiume: Dall’Arno, l’archeologia racconta Firenze

Il 2016 è l’anno delle celebrazioni dei 50 anni dall’alluvione del 1966. Tuttavia l’Arno non è stato solo una minaccia, anzi, per la storia di Firenze, è stato soprattutto fonte di vita, ricchezza, contatti. Ce lo racconta “Uno sguardo dal fiume”, la proposta di turismo culturale di Cooperativa Archeologia – Enjoy Firenze, per l’Estate Fiorentina 2016, che è un invito a guardare Firenze da un altro punto di vista.
Dal 7 luglio al 1 settembre, attraverso il metodo dell’archeologia narrante, dieci appuntamenti racconteranno la storia della città vista dal suo fiume e dai protagonisti della sua storia artigianale e produttiva. Un’esperienza unica tra storia, cultura, natura, al tramonto della primavera fiorentina.

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Uno sguardo dal fiume cucirà insieme due momenti, quello di approfondimento all’interno della Torre della Zecca dal titolo “La stanga, il pane di legno e l’acque bianche”, che farà rivivere alcuni aspetti della vita sul fiume nel XVII secolo, attraverso le storie dei traghettatori e foderatori che percorrevano l’Arno da Pratovecchio a Firenze, e due tipologie di itinerario sul fiume: la navigazione del tratto monumentale di Firenze tra Ponte Vecchio e ponte S.Trinita, in collaborazione con l’Associazione Renaioli, effettuata sui barchetti originali, e una seconda proposta di navigazione del tratto “periferico” dell’Arno, con la visione dal fiume degli impianti produttivi storici (mulini e gualchiere), in collaborazione con l’Associazione T-Rafting. In entrambi i casi, a bordo ci sarà una guida archeologica.
Attraverso la visita dal fiume si riscopriranno o si conosceranno per la prima volta edifici storici e attività produttive ormai in disuso, ma che hanno contribuito a rendere Firenze la potenza economica, politica e artistica che fu dal XIV secolo: il trasporto del legno dal Casentino per l’edilizia monumentale, i mulini che “davano da mangiare” alla città, le gualchiere centro di produzione di quei tessuti che resero Firenze celebre nel mondo.

Il tutto sarà possibile grazie al metodo dell’archeologia narrante, una forma di comunicazione sperimentale creata e promossa dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il cui primo obiettivo è far raccontare ai musei e ai siti archeologici le loro storie, senza l’utilizzo dei tradizionali linguaggi educativi, ma attraverso l’azione scenica e le arti performative.
Vedere la città monumentale e i suoi antichi edifici produttivi ormai in disuso dal fiume, raccontati dall’archeologo a bordo, sarà l’occasione per conoscere la città da una prospettiva completamente nuova e per scoprire luoghi incredibili, come i mulini e le gualchiere, visitabili solo dall’acqua. In questo modo, Firenze non sarà più una cartolina e le sue storie meno conosciute torneranno a vivere.

Le date in calendario sono: 7, 12, 20, 21, 26 e 28 luglio; 1, 25 e 30 agosto; 1 settembre. Per gli orari si rimanda al sito www.enjoyfirenze.it. Ingresso a pagamento alle visite, prenotazione obbligatoria allo 055-5520407 e a turismo@archeologia.it. Per ulteriori informazioni www.enjoyfirenze.it

 

 

“Addio nuvole”. Annibale nel Cortile dei Fiorentini

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Addio nuvole è una storia nella Storia, è l’incontro/scontro di due civiltà, due culture diverse; è una riflessione sul passato/presente/futuro del Mediterraneo. È la rappresentazione di tutti i migranti e gli esuli della Storia. Addio nuvole è un’opera di frontiera.”
Stefano Luci

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Giovedì 23 giugno il Cortile dei Fiorentini si farà suggestivo palco, scena e teatro: per il ciclo Archeologia Narrante, nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2016, ospiterà infatti la rappresentazione dello spettacolo “Addio nuvole”, per la regia di Stefano Luci.

Il cortile dei Fiorentini

Il cortile dei Fiorentini

Protagonista è il racconto delle gesta di Annibale  Barca, della guerra vista dai Cartaginesi, gli sconfitti delle guerre Puniche; il racconto fatto da un cartaginese, vissuto al tempo dello scontro con Roma, che agli occhi degli spettatori diventa la metafora dello scontro di civiltà di cui il Mediterraneo è stato teatro nel corso della storia, che ancora oggi emerge in tutta la sua tragicità.

Un momento dello spettacolo

Stefano Luci in un momento dello spettacolo

Ispirato ai versi di un fittizio poeta cartaginese, il monologo di “Addio nuvole” attinge alla memoria comune di tutti i popoli del Mediterraneo, racconta la versione dei vinti di allora come di quelli di oggi, con i toni dell’epica, come se rimettesse insieme brandelli di storia dimenticata.

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21, l’accesso al Cortile avverrà direttamente dal portone di via della Colonna 38. Il museo non sarà accessibile durante la serata.

L’ingresso è gratuito ma con prenotazione obbligatoria (il numero di posti è limitato!); per info e prenotazioni ciurmastorta@gmail.com, tel. 348 8119163.

Vi aspettiamo!

 

 

 

 

Il giardino della Crocetta e la Mostra dei Fiori

Nell’ultima settimana di aprile la città di Firenze è tradizionalmente sede della Mostra Primaverile di Piante e Fiori promossa dalla Società Toscana di Orticultura, una manifestazione che ha la sua origine già alla metà del XIX secolo.

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Un evento apparentemente slegato dal Museo Archeologico, ma intimamente connesso con il Palazzo della Crocetta e il suo giardino. Ancora prima che i vialetti di ghiaia e le sale dell’edificio divenissero la dimora di tombe e corredi etruschi, infatti, il Giardino Ameno costituiva semplicemente uno dei tanti giardini delle ville cittadine che venivano utilizzati per le esposizioni annuali di piante e fiori.

Il giardino all'inizio del Novecento, quando ancora mancava la parte del Museo Topografico e gli arconi di sostegno del Corridoio Mediceo erano visibili dall'esterno

Il giardino all’inizio del Novecento, quando ancora mancava la parte del Museo Topografico e gli arconi di sostegno del Corridoio Mediceo erano visibili dall’esterno

In particolare ebbe luogo nel giardino del museo la mostra tenuta dal 23 al 26 settembre 1852: articolata in tre sezioni, di Piante e fiori, Frutta e ortaggi e Mobili, istrumenti ed altri oggetti di giardinaggio, raccoglieva le esposizioni di diversi giardini storici e granducali, come Boboli, La Petraia, Castello, Poggio a Caiano e il Giardino dei Semplici. Si trattava della prima mostra dei Fiori.

Il giardino quando ancora ospitava alberi da frutto al posto delle tombe etrusche

Il giardino quando ancora ospitava alberi da frutto

Tra gli espositori erano poi appassionati esponenti di nobili famiglie fiorentine ma anche produttori e titolari di stabilimenti orticoli. Dai cataloghi originali si può ricavare la grandissima varietà di piante conosciute e coltivate nei giardini dell’epoca, di molto superiori a quelle presenti oggi. La mostra della Crocetta fu una sorta di banco di prova per decidere la possibilità di fondare la Società Toscana di Orticultura, e il suo successo fece sì che la Società vedesse la luce due anni dopo.

Le azalee che ancora oggi adornano il giardino al massimo della loro fioritura

Le azalee che ancora oggi adornano il giardino al massimo della loro fioritura

Nel 1860 la mostra fu nuovamente ospitata  dal Giardino del MAF, e il successo crescente delle edizioni successive consentì poi alla Società l’acquisto di un terreno (l’attuale giardino dell’orticoltura) con duplice funzione di orto sperimentale e sede delle esposizioni, che dal 2000 sono tornate stabilmente ad esservi allestite.

Il tasso centenario del MAF, che sicuramente ha "partecipato" anche alla mostra del 1852!

Il tasso centenario del MAF, che sicuramente ha “partecipato” anche alla Mostra del 1852!

Nell’edizione di questa primavera un pannello richiama l’edizione della mostra del 1860, la seconda nel Giardino della Crocetta; un sottile filo rosso che collega i luoghi e le strutture della città, ancora oggi vivi e restituiti al grande pubblico in occasioni ed eventi particolari.

Il manifesto della mostra del 1860 (foto A. Pirali)

Il manifesto della mostra del 1860 (foto A. Pirali)

Se il giardino oggi non apre più i cancelli agli espositori di piante, disvela comunque le sue fioriture e i suoi segreti (non solo archeologici) ai visitatori in occasione delle visite olfattive, di concerti e inaugurazioni. E dal momento che questi eventi hanno luogo prevalentemente in estate… stay tuned! 😉