Reperti “vecchi”, sale nuove!

Da ieri, venerdì 6 aprile, al secondo piano del MAF sono visitabili le nuove sale dedicate al Vaso François, al Sarcofago delle Amazzoni e ai Bronzetti greco-romani, recentemente riallestite grazie alla generosa donazione di Laura e Jack Winchester, liberalmente offerta al Museo Archeologico attraverso la Fondazione non profit Friends of Florence (allestimento stato curato dall’architetto Chiara Fornari e realizzato dalla ditta Machina s.r.l.).

dav

L’apparato didattico a corredo della sala

Il celebre Vaso François, capolavoro dell’arte vascolare greca, collocato in una nuova  nuova vetrina, è il fulcro di una nuova sala tutta nera, sulle cui pareti spiccano le riproduzioni (retroilluminate e in grande scala) del fregio principale con il matrimonio di Peleo e Teti. L’esposizione è corredata da un apparato didattico bilingue (in italiano e in inglese) e da due postazioni informatiche nelle quali i visitatori potranno agevolmente scorrere le immagini, approfondire i miti, le saghe e le storie degli antichi dei ed eroi della Grecia classica e della Guerra di Troia, scoprendo così quale fu il fascino che il Rex Vasorum (il Re dei Vasi) esercitò sugli aristocratici etruschi della potente città di Chiusi, che tra il 565 e il 550 a.C. lo acquistarono e lo posero in una grande tomba a sette camere.

PhotoGrid_1522961978940(1)

Le riproduzioni del fregio principale retroilluminate

Per la prima volta, inoltre, sono esposti accanto al grande cratere di Ergotimos e Kleitias due vasi figurati (della bottega del pittore Lydos) che solo recenti ricerche d’archivio hanno individuato come possibili elementi del corredo funerario di cui il Vaso François faceva parte. Uno di essi raffigura il Giudizio di Paride sulla bellezza delle tre dee Era, Atena e Afrodite, mito all’origine della Guerra di Troia, che quindi andrebbe a completare il ciclo mitologico della saga, integrandolo così con la parte iniziale della storia.

vetrine_vf

I vasi prodotti nella bottega del Pittore di Lydos e il cratere nella nuova vetrina

In occasione dell’inaugurazione è stata presentata anche la guida del Vaso François, curata dal direttore Mario Iozzo, dettagliata e ampiamente illustrata (pubblicata dalla casa editrice Polistampa), destinata al pubblico anche non specialistico, disponibile sia in italiano che in inglese grazie alla traduzione di Andrew J. Clark.

Layout 1

La guida edita da Polistampa

Il rinnovamento dell’apparato espositivo riguarda anche il Sarcofago delle Amazzoni, esempio unico al mondo di sepolcro di marmo dipinto (350 a.C.), destinato a una aristocratica dama di Tarquinia, nonna di un alto magistrato che l’ha onorata commissionando la splendida sepoltura. Ora protetto da un moderno dispositivo ad allarme sonoro, è stato anch’esso dotato di un nuovo apparato didascalico e didattico in doppia lingua, chiaro e comprensibile a tutti, che illustra le scene figurate e traduce le iscrizioni incise sulla sua superficie, spiegando anche il motivo per cui sono doppie. Anche in questo caso, due postazioni informatiche offrono ai visitatori la possibilità di scorrere le immagini e di avere approfondimenti (sia in italiano che in inglese) sulle raffigurazioni, la scoperta, lo stile, le pitture e i loro colori, le scene e i miti raffigurati.

PhotoGrid_1522961858233(1)

Il Sarcofago delle Amazzoni e l’apparato didattico della sala

Ai capolavori già esposti nella Sezione delle Collezioni, infine, si aggiunge negli splendidi ambienti realizzati all’epoca di Pietro Leopoldo di Toscana un’altra importante sezione, quella allestita da G. Carlotta Cianferoni e dedicata ai Bronzetti greco-romani. Tre ambienti e undici vetrine che accolgono 180 pregiatissime statuette di bronzo, sia originali greci che copie di età romana, un tempo parti della grande collezione mediceo-lorenese e in parte restaurate e integrate da artigiani e artisti della loro corte (tra i quali Benvenuto Cellini).

IMG_20180405_135558

L’ultima delle sale dedicate ai bronzetti

Ad esse si accompagnano ritratti di tragediografi, poeti e filosofi greci e parti di grandi statue in bronzo, nonché, a completamento dell’esposizione, statue in marmo e oreficerie che permettono un confronto tra quanto raffigurato su alcune opere in bronzo e gli oggetti reali.

sdr

Gli ori in mostra

Vi aspettiamo!

 

Annunci

“Antichità d’Africa agli Uffizi”: il MAF e gli Uffizi in mostra al Museo del Bardo di Tunisi

Domenica 18 marzo è stata inaugurata al Museo del Bardo di Tunisi la mostra “Antichità d’Africa agli Uffizi”, che resterà visitabile fino al 30 settembre. La mostra è dedicata alle antichità romane provenienti dalla Tunisia e presenti da oltre tre secoli nelle collezioni degli Uffizi e nei depositi del MAF: ventiquattro pezzi – epigrafi e stele votive e funerarie, per lo più – che per duecento anni hanno fatto bella mostra di sé nella sala d’ingresso della galleria fiorentina, al tempo uniche testimonianze in Europa dell’Africa romana.

Museo Bardo Tunisi

Un’immagine del Museo del Bardo (fonte)

L’evento, a tre anni dall’attentato terroristico del 18 marzo 2015, rafforza i legami culturali tra Toscana e Tunisia, le cui radici sono secolari. La mostra, realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano locale di Cultura e la curatela degli Uffizi, è interamente finanziata dalla Regione e vuole essere un modo per contribuire alla ripresa del turismo culturale del paese.

La storia delle epigrafi inizia nel Seicento, quando il medico e archeologo pisano Giovanni Pagni si recò in Tunisia attratto dal fascino dell’antica città di Cartagine e lì rimase per un anno al servizio del Bey Murad II. Un viaggio avventuroso, in un luogo in quegli anni non facilmente accessibile, alla fine del quale il Bey Murad, riconoscente per la guarigione ottenuta grazie all’intervento del giovane medico e professore toscano, lo colmò di doni. Tra questi spiccava appunto una raccolta di oltre venti opere tra epigrafi, stele funerarie e stele votive di epoca imperiale romana, che entrarono a far parte della collezione del cardinal Leopoldo de’ Medici, passate alla morte di questo nelle collezioni degli Uffizi, dove furono incastonate negli stucchi di Giovanni Battista Foggini, il massimo esponente del Barocco fiorentino, nell’allestimento delle due stanze a T dette “Ricetto delle Iscrizioni“. Smantellato questo nel 1911, le iscrizioni furono trasferite al Museo Archeologico per essere unite alla già ampia collezione di epigrafia (sono ben 20 i pezzi che provengono dai nostri depositi). 

Museo Bardo_1

Giovanni Pagni nel quadro proveniente dall’Università di Pisa (fonte)

Nella mostra è riunita per la prima volta la quasi totalità dei reperti raccolti da Pagni da antiche località dell’Africa proconsolare. Fra queste spiccano una complessa e articolata dedica a Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo in cui si ricorda la località di Pagus Mercurialis, non altrimenti nota, e un grandioso frammento di architrave dell’antica Suas, che celebra la costruzione, sotto il regno di Marco Aurelio, di un tempio, di un arco e di un complesso di portici. A questi pezzi si aggiungono quattro rilievi punico-romani, provenienti da Cartagine e che raffigurano le massime divinità del Pantheon africano di età imperiale. Offerti in vendita allo Stato da una certa vedova Maddalena Bassano, furono acquistate nel 1873 da Francesco Gamurrini, direttore delle Regie Gallerie di Firenze, proprio per completare quella singolare collezione unica in Italia.

mostra-bardo-tunisi-firenze-01-300x203

L’iscrizione con dedica a Giulia Domna (fonte)

Nel percorso è inserito anche un ritratto di Giovanni Pagni, messo a disposizione dall’Università di Pisa.

 

 

F@Mu 2017: “La cultura abbatte i muri!”

All’inizio del mese di ottobre torna quello che oramai da cinque anni è un appuntamento fisso per il MAF: la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo. La giornata è prevista per l’8 ottobre, ma al MAF sarà anticipata, per ragioni dovute all’orario del museo, al sabato 7 ottobre.

GENOVA

Il tema scelto quest’anno come filo conduttore di tutte le attività che si terranno in tutti i musei sul territorio nazionale è “La cultura abbatte i muri“: in un momento in cui parlare di integrazione, accoglienza, condivisione è quanto mai attuale, il museo diventa luogo ideale in cui fare esperienza di questi valori e trasmetterli ai più piccini. Per un museo archeologico, poi, la scoperta delle proprie origini e dei popoli antichi mostra quanto gli interscambi e le influenze culturali siano profondamente radicati nella nostra storia.

Logo MD 2017 hd

Matì e Dadà, i personaggi simbolo di F@Mu, nel logo dell’edizione 2017

La metafora del muro da abbattere sarà presa alla lettera al MAF: i piccoli visitatori, giocando insieme e collaborando, abbatteranno i muri che li separano dalla scoperta delle opere del museo.

Al MAF sono previsti due laboratori, adatti per bambini dai 5 ai 10 anni: “La cultura abbatte i muri – memory gigante” e “La cultura abbatte i muri – scopri il personaggio nascosto“. Nel primo i bambini giocheranno a squadre per scoprire le tessere di un memory archeologico che si nasconde dietro le grandi pietre di un muro; nel secondo, un gioco a quiz, il muro sarà da demolire, mattone per mattone, a suon di risposte esatte.

Per garantire la partecipazione è obbligatoria la prenotazione, compilando online il modulo alla pagina MODULI (e scegliendo come attività la giornata F@Mu). Le prenotazioni saranno possibili soltanto a partire dal 2 ottobre. Una volta completata l’iscrizione vi sarà inviata una mail di conferma. Per informazioni (ma non prenotazioni) è sempre attivo il numero del Museo, 05523575.

Vi aspettiamo allora, e ricordate: al MAF la F@Mu si terrà eccezionalmente SABATO 7 OTTOBRE!!!!

Incontri al Museo 2017/2018: ecco il programma

Con l’autunno tornano gli Incontri al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Ormai da alcuni anni le conferenze gratuite del giovedì pomeriggio sono diventate un appuntamento fisso che richiama un pubblico sempre più folto ed eterogeneo di appassionati.

Ecco qui di seguito il programma delle conferenze, che si svolgeranno da ottobre a giugno, sempre di giovedì alle 17.00:

  • 5 ottobre 2017: Rosario Pintaudi, Gloria Rosati, Maria Cristina Guidotti (Unversità degli Studi di Firenze e MAF): Antinoe. Dagli scavi dell’Istituto Papirologico “G. Vitelli”
  • 19 ottobre 2017: Fr. Manolo Puppini (Priore della Basilica di Santa Maria Novella, Firenze): L’Arca di San Domenico in Bologna nel Rinascimento. Un esempio di riproposizione dell’arte antica riletta in chiave cristiana
  • 9 novembre 2017: Maria Gatto (Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, Arezzo): Nuove scoperte sulla Chimera di Arezzo
  • 30 novembre 2017: Mario Iozzo (MAF): Iscrizioni nascoste sui vasi greci
  • 14 dicembre 2017: Marjatta Nielsen (Università degli Studi di Copenhagen): Tombe etrusche tra Firenze e Copenhagen. Riunificando contesti dispersi nell’Ottocento
  • 11 gennaio 2018: Anna Patera (Opificio delle Pietre Dure): Dall’opus sectile antico al commesso in pietre dure. Tradizione e perizia tecnica di un’arte raffinata
  • 1 febbraio 2018: Lucia Lepore (Università degli Studi di Firenze): Dei, demoni ed eroi della musica nella cultura figurativa dei Greci d’Occidente
  • 15 febbraio 2018: Sebastiano Soldi (MAF): Iconografia e archeologia del banchetto nel Vicino Oriente antico
  • 1 marzo 2018: Nicola Salvioli (Università degli Studi di Torino, Centro di Conservazione e Restauro di Venaria Reale): L’archeologia distrutta dall’iconoclastia: il caso di Lamassu di Nimrud
  • 22 marzo 2018: Stella Patitucci (Università degli Studi di Cassino): Monumenti cristiani della Turchia
  • 19 aprile 2018: Giovanni Uggeri (Università degli Studi La Sapienza di Roma): Camarina: problemi storici e archeologici
  • 17 maggio 2018: Chantal Gabrielli (Università degli Studi di Firenze): Le origini romane del nostro territorio: Florentia e Faesulae
  • 14 giugno 2018: Riccardo Gennaioli (Storico dell’Arte): “Un tesoro di gemme preziose incise dai più illustri maestri”. La collezione granducale di cammei e intagli del Museo Archeologico di Firenze

Per scaricare il file pdf con il programma delle conferenze clicca qui

In caso di variazioni al programma, queste verranno comunicate volta per volta sulla pagina facebook del Museo: seguiteci, per restare aggiornati

“Le Stelle del MAF”: aperture straordinarie serali il mercoledì

Dal 26 luglio fino al 27 settembre il mercoledì sera il Museo Archeologico Nazionale di Firenze amplia l’orario di apertura fino alle ore 22 (ultimo ingresso ore 21.15). Con la sola interruzione di mercoledì 16 agosto, tutti i mercoledì fino a fine settembre sarà possibile visitare il museo fino alle 22 con biglietto ridotto di 2 € e con la possibilità di prendere parte alle visite guidate tematiche che di volta in volta sveleranno aspetti sempre diversi del museo, delle sue opere, delle sue collezioni e della sua storia. “Le Stelle del MAF” vogliono diventare un appuntamento fisso dell’estate fiorentina, dedicato a quanti vogliono approfondire la conoscenza del museo e, attraverso di essa, anche la conoscenza di Firenze.

La Sala VIII della sezione egizia del Museo

Nel calendario che segue sono indicate le date e i temi intorno ai quali ruoteranno le visite guidate:

26 luglio: Il viaggio

2 agosto: Angeli e demoni… nell’antichità

9 agosto: Giardino in poesia

23 agosto: Chi bella vuole apparire… Segreti di bellezza femminile nell’antichità

30 agosto: Di manti e di veli. La moda e i tessuti

6 settembre: … In corpore sano. Lo sport e la caccia

13 settembre: Chi bello vuole apparire… la bellezza maschile nell’antichità

20 settembre: Viaggio nell’antichità… a luci rosse

27 settembre: Animali fantastici e dove trovarli… al MAF!

 

A queste serate va aggiunta, il 7 settembre, l’apertura speciale per la Rificolona. In quella serata il titolo della visita guidata sarà “La principessa nascosta. L’affascinante storia del Palazzo della Crocetta e dei suoi committenti“: la storia di Maria Maddalena de’ Medici, che abitò dal 1620 il Palazzo e per la quale fu costruito il Corridoio Mediceo che collega il Palazzo della Crocetta con la chiesa della SS. Annunziata.

Sui nostri canali facebook (Museo archeologico nazionale di Firenze) e twitter (@MAF_Firenze) vi informeremo puntualmente sulle serate e su eventuali variazioni.

Vi aspettiamo tutti i mercoledì sera al museo!

 

 

Festa dei Musei e Notte dei Musei 2017: gli appuntamenti al MAF e a Villa Corsini

Torna anche quest’anno la Festa dei Musei, un’iniziativa a livello mondiale voluta dall’ICOM, International Council of Museums e, in Italia promossa dalla Direzione Generale Musei del MiBACT nell’ottica di coinvolgere, appassionare e incuriosire il pubblico dei musei. Il tema, non a caso, è l’ “indicibile”.

In occasione della #festadeimusei, sabato e domenica 20-21 maggio saranno effettuate visite guidate gratuite: Il MAF ha pensato due diversi percorsi, uno destinato ai più piccoli, e uno per gli adulti sul tema dell’ “indicibile”:

“La morte nel mondo antico: rituali, paure e speranze”
(Percorso speciale destinato ai minori): visite guidate ripetute, con illustrazione di reperti dell’antico Egitto legati al tema della morte, della mummificazione e delle speranze escatologiche, inclusi aspetti particolari come le mummie di piccoli coccodrilli, gli scarabei del cuore e la pesatura delle anime.

“Eros: il sesso nel mondo greco, dal piacere carnale alle iniziazioni religiose”
(Percorso speciale riservato agli adulti): visite guidate con illustrazione di reperti del mondo greco-romano, che documentano usi e costumi erotici dei Greci, i loro miti sul sesso e aspetti “scabrosi” della loro religione.

Coppa ateniese a figure rosse, con scene erotiche (firmata dal vasaio Douris; 490-480 a.C.). Raro esempio di campionario di posizioni acrobatiche sessuali, dal voyerismo al sesso di gruppo, fino al sadismo.

Le visite saranno ripetute più volte nel corso della mattinata e non occorre prenotazione.

Il museo sarà aperto anche la sera del 20 maggio, dalle 19 alle 22, per la Notte dei Musei. In tale occasione il biglietto costerà 1 €. Anche nel corso della serata saranno effettuate le visite tematiche gratuite sui temi della mummificazione e dell’eros nel mondo greco.

In occasione della #festadeimusei, sabato 20 maggio anche a Villa Corsini a Castello saranno effettuate visite guidate gratuite sul tema dell’ “indicibile” nei musei:

“Segreti scomodi o indicibili di Villa Corsini”

Le visite guidate (inizio alle ore 14,00; 15,00; 16,00; 17,00) prevedono l’illustrazione degli ambienti della Villa e il racconto di alcuni suoi segreti, dai falli dionisiaci alle testimonianze lasciate dai rifugiati di guerra….e forse anche ai fantasmi?

Vi ricordiamo che il Museo di Villa Corsini è parte integrante delle collezioni archeologiche conservate al MAF.

Chimera Relocated: per un mese sarà a Palazzo Vecchio

In occasione del G7 per la Cultura, evento politico-culturale di portata mondiale che sarà ospitato a Firenze i giorni 30 e 31 marzo 2017, sono state predisposte alcune iniziative culturali di forte impatto. Una riguarda proprio la nostra Chimera di Arezzo, che si trasferirà per un mese, dal 28 marzo al 28 aprile 2017, nella Sala Leone X di Palazzo Vecchio. L’iniziativa si intitola “Chimera relocated. Vincere il mostro“.

La Chimera di Arezzo

Più che di un trasferimento, per la Chimera si tratta di un momentaneo “ritorno a casa”: sì, perché fu proprio nella Sala Leone X che essa fu collocata all’indomani della sua scoperta ad Arezzo a metà del Cinquecento. In un vecchio post abbiamo raccontato le vicende del suo ritrovamento, che avvenne il 15 novembre del 1553. Della sua scoperta era stata data immediata comunicazione a Cosimo I de’Medici, signore di Firenze, il quale la fece collocare, su suggerimento di Giorgio Vasari, proprio nella sala di Leone X, a simboleggiare  le forze negative e i nemici che Cosimo I aveva dovuto fronteggiare e sconfiggere, lui, novello principe etrusco. Vasari scrisse proprio “ha voluto il fato che la si sia trovata nel tempo del Duca Cosimo il quale è oggi domatore di tutte le chimere“.

Il ritrovamento fu senza dubbio una fortunata circostanza in un momento culturale in cui Cosimo I sosteneva un certo revival etrusco orientato a sostenere una primazia dell’arte etrusca su quella classica e romana, dovuta alla sua anteriorità, e a giustificare quindi culturalmente le sue ambizioni politiche.

La Chimera stette nella sala di Leone X fino al 1712, quando fu trasferita agli Uffizi. Qui la ritrae il pittore Johan Zoffany nel 1772, all’interno di una Tribuna degli Uffizi stracolma di opere d’arte e di oggetti antichi. Al 1784 risale invece il suo restauro con l’aggiunta della coda. Sì, perché al momento del suo rinvenimento, la Chimera era stata rinvenuta priva della coda che presumibilmente doveva aver avuto la forma di un serpente. A completare l’opera ci pensò lo scultore-restauratore Francesco Carradori, il quale realizzò un’inedita coda a testa di serpente che morde il corno della testa di capra morente sul dorso della Chimera. Ed è con queste fattezze che la Chimera si presenta oggi.

La Chimera nel centro della Sala Leone X di Palazzo Vecchio. Alle sue spalle il busto di Cosimo I de’Medici

Insieme alla Chimera, nella sala di Leone X il prossimo mese saranno esposti un busto di Cosimo I e una lettera indirizzata a Baccio Bandinelli nella quale è tratteggiata la figura della Chimera: è uno dei primissimi documenti nei quali si parla di essa.

Chimera Relocated fa parte delle manifestazioni di G7OFF, collaterali al G7 della Cultura. Nel corso di quest’esposizione temporanea, i visitatori del Museo Archeologico Nazionale in possesso del biglietto potranno accedere alle sale di Palazzo Vecchio con biglietto ridotto. Un ciclo di visite e attività per giovani, adulti e famiglie coi bambini accompagna la mostra per tutta la sua durata (qui il programma completo).

L’iniziativa è svolta in collaborazione tra il Comune di Firenze, MUS.E Firenze e il Polo Museale Regionale della Toscana, di cui il Museo Archeologico Nazionale di Firenze fa parte.

“Winckelmann, Firenze e gli Etruschi”: un convegno a conclusione della mostra

La mostra “Winckelmann, Firenze e gli Etruschi” chiuderà i battenti definitivamente il 30 gennaio 2017. Nei giorni immediatamente precedenti, il 26 e 27 gennaio, si terrà a Firenze un convegno internazionale dedicato proprio al Padre dell’Archeologia e al suo soggiorno fiorentino, che si svolse nel 1758-59. In quella circostanza J.J. WInckelmann, a Firenze per studiare la collezione di gemme antiche del barone Von Stosch, ebbe occasione anche di approfondire lo studio dell’arte etrusca.

convegno-wincky

Il Convegno, che prende significativamente lo stesso nome della mostra, “Winckelmann, Firenze e gli Etruschi” esamina a tutto tondo l’anno di permanenza di Winckelmann nel capoluogo toscano, andando a esplorare non solo l’operato dello studioso tedesco, ma anche l’ambiente intellettuale e culturale della città.

Il Convegno sarà inaugurato nella splendida sede del Salone de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio il 26 gennaio alle 9.30. Nel pomeriggio si trasferirà all’Auditorium del Consiglio regionale della Toscana, dove si svolgerà anche il giorno successivo. Il pomeriggio del 27 gennaio, alle ore 17.30 si svolgerà al Museo Archeologico Nazionale la visita alla mostra.

Per il programma completo clicca qui.

Winckelmann in un ritratto del 1768

Winckelmann in un ritratto del 1768

La mostra “Winckelmann, Firenze e gli Etruschi” ha aperto le celebrazioni per il trecentesimo anniversario della nascita dello studioso tedesco, avvenuta nel 1717. Il soggiorno fiorentino di Winckelmann è stato raccontato attraverso più di 100 oggetti esposti, tra opere di statuaria etrusca (l’Arringatore apre la mostra), e romana (come la cosiddetta Ballerina), bronzetti e urnette cinerarie etrusche, i calchi delle gemme del barone Von Stosch, volumi di antiquaria dell’epoca e il taccuino autografo dello stesso Winckelmann, conservato presso la Società Colombaria di Firenze; un servizio da caffé cosiddetto all’Etrusca della Reale Manifattura Borbonica, datato al XVIII secolo, è l’esemplificazione di quanto l’Antiquaria e l’interesse per l’arte antica fossero un sentimento diffuso all’epoca in cui Winckelmann operò.

Il restauro della Testa di Cavallo Medici-Riccardi al Salone del Restauro di Firenze

Nell’ambito del Salone del Restauro di Firenze, il direttore del MAF Mario Iozzo e il restauratore Nicola Salvioli presenteranno il restauro della Testa di Cavallo Medici-Riccardi, condotto nel 2015 grazie al contributo di Friends of Florence.

Il restauro della scultura è stato infatti reso possibile grazie al Premio Friends of Florence. L’11 novembre al Salone del Restauro di Firenze un convegno sarà proprio dedicato a tutti i restauri di opere d’arte promossi da Friends of Florence. In particolare la conferenza dedicata alla testa di cavallo Medici-Riccardi si svolgerà dalle 14 alle 14.45 presso la Sala Edwards.

La testa di cavallo Medici-Riccardi sul banco del restauratore al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

La testa di cavallo Medici-Riccardi sul banco del restauratore al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Il restauro si era svolto all’interno del museo sotto gli occhi dei visitatori: un cantiere aperto, in modo che tutti potessero assistere alle operazioni di pulitura della superficie del bronzo, il materiale di cui è costituita la statua. Già all’epoca vi avevamo raccontato dei risultati del restauro, che furono presentati pubblicamente prima che la scultura fosse esposta in mostra a Palazzo Strozzi in occasione di Potere e Pathos, mostra che fu realizzata in grande collaborazione col nostro museo.

La Testa di Cavallo Medici-Riccardi è parte di una scultura equestre originale greca in bronzo del IV secolo a.C. Utilizzata come bocca di fontana dal Quattrocento nel giardino di Palazzo Medici-Riccardi e appartenente alla collezione di antichità dei Medici, la testa ha rivelato, nel corso del restauro, interessanti tracce di dorature, che mostrano come la statua fosse stata dorata fin dall’inizio. La testa era parte di un gruppo scultoreo costituito dal cavallo, giovane, nervoso come rivelano le narici dilatate, e dal suo cavaliere, che ne trattiene l’impeto tirandolo verso destra: così sembra rivelare l’impostazione stessa della testa, che oggi, dopo il restauro, è stata privata della sua base seicentesca, che ne regolarizzava i bordi e le dava eleganza e simmetria, ed è tornata alla sua posizione originaria.

La Testa di Cavallo Medici-Riccardi dopo il restauro

La Testa di Cavallo Medici-Riccardi dopo il restauro

La testa di cavallo Medici-Riccardi, oggi esposta al secondo piano del Museo, nella sezione dedicata alle “Antiche Collezioni” e all’arte greca, nel Rinascimento costituì da modello per le sculture equestri di Donatello, prima tra tutte la Protome Carafa (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). È un’opera d’arte antica importante dunque sia per la sua eccezionalità (sono pochi gli originali di sculture in bronzo di arte greca giunti fino a noi) che per la sua influenza sullo sviluppo dell’arte rinascimentale. Il restauro ha permesso di approfondire, e in parte di riscrivere, la storia di questo capolavoro dell’arte antica.

La F@Mu 2016 al MAF: ecco com’è andata!

Un austero mostro a tre teste di bronzo (la copia…!) con i palloncini colorati sulla coda; una bandiera gigante a pois; matite e pennarelli sparsi nelle sale. Cosa è successo? Il museo per due giorni ha dismesso i panni seriosi e impolverati dell’archeologo accademico per aprirsi ai piccoli visitatori, ha cercato di rendersi accattivante, comunicare con loro e insegnare giocando. Le due giornate dell’8 e 9 ottobre scorsi sono state interamente dedicate alle famiglie, con l’inaugurazione ufficiale della Giornata delle Famiglie al Museo 2016 prima e con i laboratori e le visite guidate per i bambini poi.

Il museo allestito per le giornate F@Mu con i palloncini e Matì e Dadà, le mascotte ufficiali di F@Mu

Il museo allestito per le giornate F@Mu con i palloncini e Matì e Dadà, le mascotte ufficiali di F@Mu

Durante l’inaugurazione dell’8 ottobre è stata presentata ufficialmente l’iniziativa, alla presenza delle autorità e dei membri dello staff F@Mu che, in una singolare “procedura invertita”, sono stati introdotti e intervistati dai bambini presenti. Al MAF sono stati consegnati la targa di riconoscimento e il premio di una fornitura di materiale didattico per la vittoria nel concorso per il tema 2016, “Giochi e gare al museo“. Al termine è stata poi inaugurata la mostra didattica interattiva per bambini “Giochi e gare… dall’antichità al museo“, che rimarrà allestita per un anno. La mattinata si è conclusa con una merenda per i più piccoli, offerta da Unicoop Firenze.

Loo staff del MAF e di F@Mu con la targa (che è stata esposta alla mostra!)

Lo staff del MAF e di F@Mu con la targa (che è stata esposta alla mostra!)

Il 9 ottobre, invece, fin dalla prima mattinata, si sono susseguite senza sosta le attività rivolte ai bambini, tutte dedicate agli sport nel mondo antico: all’accoglienza tutti hanno ricevuto l’activity book del MAF, mentre nel museo attendevano i piccoli visitatori due laboratori e un ciclo continuo di visite guidate alla mostra. Ad ogni piano, inoltre, una postazione disegno era stata allestita per consentire di colorare e costruire le proprie corone d’olivo, il premio per i piccoli “atleti della cultura“.

"Mens sana in corpore sano", dicevano gli antichi... e i nostri piccoli atleti sono sulla buona strada!

Mens sana in corpore sano“, dicevano gli antichi… e i nostri piccoli atleti sono sulla buona strada!

Nel laboratorio “A scuola di pittura con Kleitias” i bambini, al seguito della mascotte del museo, un bambino greco destinato a diventare un grande pittore di ceramica (eh sì… proprio l’autore del vaso François!), hanno appreso la tecnica della pittura a figure nere, dipingendo le discipline sportive praticate nelle antiche Olimpiadi. Ognuno ha poi portato a casa il suo piatto, ma la galleria dedicata è ancora pubblicata sulla nostra pagina Facebook.

Artisti all'opera... si impara dagli antichi!

Artisti all’opera… si impara dagli antichi!

Al primo piano del museo, invece, ad attendere i bambini un percorso irto di ostacoli: nel gioco “Un giorno ai giochi di Olimpia“, per procedere, bisognava rispondere correttamente ai quesiti sugli sport antichi spiegati in precedenza. E chi si imbatteva nella casella con il lottatore veniva atterrato subito, saltando il turno successivo!

Atleti e spettatori dei giochi di Olimpia... chi arriverà alla fine?

Atleti e spettatori dei giochi di Olimpia… chi arriverà alla fine?

E finalmente, al secondo piano del museo, i bambini potevano entrare nel vivo dei giochi: due ambienti interamente dedicati a loro, con la gigantografia calpestabile dello stadio di Atene e un’esposizione “parlante” di oggetti e raffigurazioni legati al mondo dello sport nell’antichità. Qual era l’origine dei giochi di Olimpia, quali erano i premi e le discipline? La visita guidata è stata accompagnata dalla possibilità di toccare con mano riproduzioni di strumenti antichi per il salto, di indossare la corona di olivo e di ascoltare, grazie alle “vetrine sonore”, i suoni delle gare antiche e la musica che le accompagnava.

Entriamo nello stadio!

Entriamo nello stadio!

L’esperienza di F@Mu si è ripetuta per il quarto anno consecutivo, arricchita quest’anno da una mostra e dalle grandi possibilità aperte dalla collaborazione diretta con lo staff dell’associazione Famiglie al Museo, con cui siamo stati lietissimi di condividere l’evento in diretta. La mostra e le attività per i più piccoli, che hanno ricevuto ulteriore impulso dalla manifestazione, proseguiranno tutto l’anno con una calendarizzazione che a breve renderemo pubblica, con attività concentrate nei finesettimana; l’activity book e il catalogo della mostra, intanto, assieme ad altri giochi, sono già disponibili nello zainetto dell’archeologo!

Si ringraziano ancora tutti gli sponsor che hanno reso possibile la realizzazione dei laboratori e della mostra (Unicoop Firenze, Friends of Florence), il direttore del MAF dott. M. Iozzo, il direttore del Polo Museale regionale della Toscana dott. S. Casciu, il personale del MAF che ha collaborato e, soprattutto, tutto lo staff dell’Associazione, che ha lavorato a stretto contatto con noi per realizzare questa bellissima festa.