A tavola con gli Egizi

Oggi andiamo in cucina, per la precisione in quella degli Egizi! Nella nostra collezione moltissimi sono i reperti che ci raccontano cosa e come si mangiava sulle sponde del Nilo, sia con fonti iconografiche sia con veri resti di cibo. Ciononostante è bene non farsi ingannare: i pasti rappresentati o rimasti non sono quelli che si consumavano tutti i giorni alle tavole degli Egizi, ma veri e propri banchetti celebrati in onore del defunto. Un po’ come se pretendessimo di capire la nostra alimentazione analizzando solo il pranzo di Natale o della domenica insomma!

Anche i papiri ci aiutano a rimettere le cose nella giusta prospettiva, riportando diversi moniti alla moderazione e frugalità in campo alimentare che fanno da contraltare alle solenni abbuffate sulle stele funerarie:

E’ gran lode dell’uomo saggio contenersi nel mangiare,

E’ meglio stentare dalla fame che morire d’indigestione,

Non ti abbuffare di cibo: chi lo fa avrà la vita abbreviata.

Le stele funerarie avevano una funzione di notevole importanza: poiché con la morte cominciava per il defunto una nuova vita, doveva essergli assicurato il necessario sostentamento. Per questo motivo nelle tombe venivano deposti nella tomba anche alimenti e bevande, che però prima o poi sarebbero finiti. Serviva quindi una fonte inesauribile di cibo! Qui entrano in campo  le statuette di servitori addetti a cucina e rifornimenti, e le stele con immagini di banchetto. Una volta letta la formula magica la tavola si sarebbe duplicata nel mondo del defunto all’infinito per tutta l’eternità. Sarebbe un sogno anche per i vivi in verità!

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Stele funeraria di Samontuoser, Medio Regno (2065-1781 a.C.)

E cosa sarebbe comparso sulla tavola?

Innanzitutto il pane e la birra, i due alimenti base della dieta egizia. Nel periodo appena trascorso moltissimi si sono sbizzarriti a creare pani e focacce di tutti i tipi, ma scommettiamo che nessuno è riuscito a eguagliare l’infinità varietà egizia. Non solo venivano usati diversi tipi di cereali (il principale era il farro), ma anche moltissimi modi di cottura: in forno, in forme di terracotta riscaldate poi passate in forno o addirittura su pietre arroventate.  Le forme poi erano davvero moltissime, circolari, conici, a fette, a forma di animali… e ne ritroviamo numerosi esempi sia reali che nelle rappresentazioni.

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Statuetta di serva che prepara il pane, Antico Regno (V dinastia, 2465-2323 a.C.)

La birra veniva prodotta facendo fermentare un pane apposito, fatto di farina d’orzo e non portato a cottura completa, all’interno di un vaso contenente succo di datteri. Dopodichè veniva pressato e il liquido che si otteneva, probabilmente meno alcolico della moderna birra, veniva poi filtrato e aromatizzato con spezie e aromi.

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Disegno di Giuseppe Angelelli, preparazione dei pani, di cui uno a forma di vitello (dalla raccolta di disegni dell’antico Egitto di Ippolito Rosellini, BUP)

A differenza di quanto accade oggi il pesce era meno costoso della carne e veniva consumato anche dai ceti meno abbienti, arrostito, lessato, ma anche seccato e salato oppure messo in salamoia. La carne costituiva, invece, un’eccezione ed era consumata più raramente, soprattutto lessata o come base per pasticci e polpette. I volatili invece erano quasi sempre arrostiti allo spiedo.

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Cattura di uccelli palustri (dalla Raccolta di disegni dell’antico Egitto di Ippolito Rosellini, BUP)

La frutta consumata era quella tipica dell’area mediterranea: fichi, uva, sicomori, datteri, carrube, meloni e cocomeri; a partire dal Nuovo Regno (1552-1070 a.C.) divenne assai apprezzata la melagrana, mentre fra la frutta selvatica era molto nota la giuggiola.

Le verdure comprendevano in gran parte leguminose come ceci, fave, lenticchie e piselli, inoltre erano assai usati aglio, cipolla e porri sia come condimento che come cibo a sé; cetrioli e cavoli fanno spesso la loro comparsa sulle tavole imbandite, insieme alla lattuga cui era attribuito un grande potere afrodisiaco.

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Bassorilievo dalla tomba di Ptahmose, dignitario e sacerdote di Ptah, Menfi, Nuovo Regno (XIX dinastia, regno di Ramesse II, 1279-1212 a.C.)

Per adesso fermiamoci qui, ma si tratta solo di un primo assaggio della cucina egizia. Continuate a seguirci per scoprire altre abitudine culinarie in uso lungo le sponde del Nilo. Buon appetito!

 

 

 

 

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