Earth day… o Geb day?

Se gli antichi egizi avessero celebrato la #giornatadellaterra, certamente oggi avrebbero onorato il dio Geb!

Geb, la terra, è figlio di Tefnut, l’umidità, e Shu, l’aria secca; sposò sua sorella Nut, il cielo, dalla quale ebbe quattro figli – Osiride, Iside, Seth e Nefti.

Sarcofago di una anonima cantatrice di Amon, XXI dinastia (1069-945 a.C.), esposto al MAF

La tradizione cosmogonica è piuttosto complicata: esistono più versioni dei miti, strettamente legate alle città in cui vennero elaborate. Nella cosmogonia di Eliopoli (corrispondente alla città odierna del Cairo) il demiurgo (il sole) generò una prima coppia di divinità, l’aria secca Shu e l’aria umida Tefnut, da cui nacquero Geb e Nut, separate da Shu che si interpose tra loro. Diversi sono i miti di Ermopoli o di Menfi. Nell’iconografia legata alla cosmologia eliopolitana Geb è solitamente raffigurato disteso a terra, sormontato da Shu che sostiene Nut inarcata su di lui. Nell’antico Egitto il modo di rappresentare gli elementi del cosmo era prettamente figurativo: il cielo era una vacca o una donna piegata ad arco, che toccava la terra con le mani e i piedi; il sole lo attraversava, partorito ogni giorno dalla vacca o dalla donna celeste.​

Papiro greenfield, al british Museum (fonte)

Geb talvolta viene raffigurato con un’oca sulla testa, che corrisponde al geroglifico del suo nome (Geb infatti è chiamato il “Grande starnazzatore”!); l’oca è un simbolo di prosperità, tanto che la successione di un nuovo faraone veniva annunciata dalla liberazione di quattro oche, come augurio di un regno lungo e prospero. Il geroglifico riprodotto nell’immagine si legge infatti Geb, ma anche Aped, oca.

 

Le “Oche di Meidum”, un dipinto parietale dalla mastaba di Nefermaat e Itet, Antico Regno (conservate al Museo del Cairo). Le oche grigie e rosse, due su sei, sono proprio l’oca raffigurata nel geroglifico “geb” o “aped”, mentre le altre quattro sono quelle utilizzate in un altro geroglifico. Questo dipinto, per il suo eccellente stato di conservazione, è stato anche definito “Egypt’s Mona Lisa”.

Con il passare del tempo, il nome del dio venne associato sempre più spesso alla Valle, terra abitabile dell’Egitto, e quindi alla vegetazione, alla fertilità, al dominio sugli animali.  Proprio per la stretta connessione con l’elemento vegetale, Geb viene raffigurato talvolta coperto di piante e frutti o con la pelle verde o nera, il colore della terra fertile del Nilo (in geroglifico Kemet, che è anche il nome con cui gli Egizi chiamavano il loro territorio). Geb governò il mondo antico, ricco e fecondo, fin quando si stancò di regnare; allora il suo posto venne preso dai suoi figli litigiosi Osiride e Seth. Geb venne associato anche al mondo degli inferi, la Duat, in quanto si credeva che intrappolasse le anime per impedire loro di ascendere al cielo, nei campi Iaru.

 

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