Un anno di Archeodidattica

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I Servizi Educativi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana hanno proposto nel corso dell’anno scolastico 2013/2014 un’offerta didattica diversificata destinata alle scuole di ogni ordine e grado, per venire incontro alle esigenze di programmi scolastici che purtroppo lasciano poco spazio all’approfondimento delle materie storiche e di conseguenza all’archeologia. Si è trattato di attività gratuite per le classi, che spaziavano dalla lezione frontale in museo con annessa visita guidata, ai laboratori, alle lezioni in classe. I temi trattati spaziavano dal mondo egizio a quello etrusco, greco e romano: La donna nell’antichità, Cibi e sapori nel mondo antico, Cose dell’altro mondo: la morte nel mondo antico, Gli dei e il mito, Firenze romana, Vita quotidiana nel mondo antico.

I laboratori dedicati ai più piccini riguardavano principalmente gli Egizi, in particolare la scrittura e il mondo dei morti. Quelli destinati agli studenti più grandi invece sono stati concepiti come attività artistiche, dall’elaborazione di fumetti (Il museo a fumetti) o disegni (Reinterpretare l’Antico) ispirati ai capolavori conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze (sede privilegiata delle attività didattiche, in quanto sede stessa della Soprintendenza e dei Servizi Educativi) all’interpretazione in chiave teatrale di alcuni miti del mondo greco (Il gioco dei ruoli).

Le attività sono state ideate, progettate e svolte da un team di giovani funzionari della Soprintendenza e di assistenti alla vigilanza del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Ad ogni classe che ha partecipato al termine dell’attività è stato chiesto di rispondere ad un questionario di valutazione i cui risultati verranno discussi, insieme alla presentazione del nuovo programma dell’offerta didattica, in una Giornata sulla Didattica che si terrà a fine settembre. Questo infatti è stato il primo anno in cui i Servizi Educativi della Soprintendenza hanno avviato un’attività di questo tipo che ha avuto, da parte delle scuole, una forte risposta. Un anno in cui pertanto ci si è dovuti confrontare con una serie di problematiche, come sempre in questi casi, delle quali si è fatto tesoro per affrontare al meglio l’esperienza in futuro. Al di là dei problemi pratici, principalmente di carattere organizzativo e dovuti innanzitutto all’inaspettata cospicua partecipazione da parte delle scuole, l’esperienza è stata positiva per i membri dello staff, perché non c’è niente di più bello nel nostro lavoro del poter trasmettere la nostra passione, trovando gli spunti giusti per stimolare l’interesse nei ragazzi, futuri visitatori di domani e pubblico da incuriosire già oggi, invitandolo a tornare con le famiglie.

Uno degli aspetti più belli di questi mesi è stato confrontarsi tra colleghi al termine dei laboratori, anche solo per chiedere com’era andata, per il gusto di raccontare, di condividere l’esperienza, di chiedere e di ricevere un consiglio per il futuro, di riportare un aneddoto particolarmente gustoso.

Nei giorni dedicati all’attività didattica il museo ha restituito un’immagine viva e interattiva, con bambini e ragazzi impegnati a disegnare o recitare sotto gli occhi divertiti degli altri visitatori. Questa immagine, nel corso dell’anno, è stata più volte condivisa in tempo reale attraverso i nostri canali social utilizzando l’ashtag #archeodidattica.

Nel caso delle “conferenze” tematiche con annessa visita guidata ai ragazzi veniva proposta una presentazione del tema scelto col supporto di power point o video, cui seguiva una visita tematica al museo, nel corso della quale si illustravano gli oggetti esposti collegati al tema della conferenza: un modo per  conoscere materiali che altrimenti, magari, spesso passano inosservati e per imparare a leggere e interpretare i reperti.

Nel caso dei laboratori sugli Egizi, ai bambini era proposta una serie di attività: il laboratorio sulla morte in Egitto chiedeva, dopo aver loro raccontato come avveniva la mummificazione e tutto il rituale egizio legato alla morte, di dipingere la maschera funeraria, di plasmare uno scarabeo in argilla, di scrivere in geroglifico su un pezzo di papiro. Il laboratorio sulla scrittura nell’antichità prevedeva invece di sperimentare la scrittura antica sui differenti supporti: dal papiro per i geroglifici alla tavoletta di cera per la lingua etrusca. Il laboratorio de “Il gioco dei ruoli” era un approfondimento piuttosto coinvolgente delle storie del vaso François: partendo infatti da una presentazione del Vaso e dei miti rappresentati su di esso, tra le varie attività ai ragazzi era chiesto di rappresentare in chiave teatrale alcuni episodi legati alla Guerra di Troia, dal Pomo della Discordia all’agguato di Achille a Troilo, al congedo di Ettore da Andromaca. Gli altri due laboratori, “Il museo a fumetti” e “Reinterpretare l’Antico” sono stati invece organizzati come concorsi, con veri e propri regolamenti, prevedevano l’elaborazione di una storia a fumetti nel primo caso e la reinterpretazione artistica nel secondo di uno dei capolavori del Museo: gli elaborati migliori saranno premiati a settembre, nel corso della Giornata sulla Didattica, e i disegni vincitori in quell’occasione saranno esposti al pubblico.

In questa slideshow vogliamo ricordare con voi alcuni momenti di quest’anno di Archeodidattica. Per noi è stata una bella esperienza, che non vediamo l’ora di replicare.

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