Firenze, Museo Archeologico: concluso il primo ciclo di visite tattili

Sabato 10 maggio si è concluso al MAF il primo ciclo di visite tattili-olfattive organizzato per il 2014. Le visite, sei in totale, sono state programmate come un appuntamento fisso, con cadenza quindicinale, per tutta la stagione primaverile; su prenotazione hanno potuto accedervi sia ipovedenti e non vedenti che normovedenti, i quali hanno effettuato la visita bendati.

Il percorso, strutturato per l’occasione, mirava a far conoscere, mediante la molteplicità dei sensi, il tema dell’aldilà nel mondo etrusco. È stato studiato un doppio itinerario attraverso la scultura funeraria etrusca e il mondo del banchetto e del simposio, mettendo a disposizione dei visitatori solamente reperti originali, alcuni già presenti nell’ordinario allestimento museale, altri prelevati dai magazzini ed esposti per l’occasione.

Al primo piano del museo è stato possibile conoscere ed “osservare” alcune urne cinerarie di età ellenistica, le statue delle piangenti provenienti da Chiusi, il leone alato ed il grande coperchio di sarcofago del c.d. Obeso; si è così presentata per i visitatori la possibilità di esperire materiali diversi quali il tufo, il travertino, il marmo.

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Una delle piangenti da Chiusi e l’Obeso

Al piano terreno è invece stato messo a disposizione, in una postazione appositamente allestita, un servito da simposio in bucchero; sono stati mostrati così tutti i contenitori destinati a contenere liquidi, dall’hydria, usata per l’acqua, ai crateri e calici per il vino. Accanto al vasellame ceramico sono stati poi predisposti, complice la stagione, alcuni vasi contenenti piante aromatiche, già note agli Etruschi ed ancora oggi coltivate nel giardino del MAF. I visitatori hanno così potuto sentire profumi antichi come il timo, la melissa o la menta, che già gli antichi impiegavano per curare i disturbi gastrointestinali o per difendersi dai parassiti. Ad alcune piante si legano poi affascinanti miti: quello della ninfa Menta, amata da Ade e trasformata in pianta dalla gelosia di Persefone, o quello della Melissa, che in greco significa ape, così chiamata per la capacità di attrarre questi preziosi insetti.

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La postazione con il vasellame da banchetto e le piante aromatiche: menta, melissa, timo

A disposizione del pubblico anche il catalogo Braille, contenente alcune tra le principali opere custodite nel museo egizio ed etrusco, trasposte a rilievo su thermoform ed accompagnate da una parte testuale descrittiva, realizzata in nero a caratteri grandi ed in Braille.

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Il catalogo del museo in nero e Braille con le immagini in thermoform

Le visite tattili, oltre che incrementare la fruibilità del museo da parte del pubblico diversamente abile, hanno costituito anche un’occasione di confronto e di novità per i frequentatori abituali, che hanno potuto godere di un’esperienza diversa dal solito e di un approccio inconsueto alle opere antiche. La conoscenza dei reperti attraverso il tatto consente infatti di notare particolari normalmente ignorati, siano essi i dettagli della decorazione o la consistenza e la temperatura dei materiali, consentendo un maggiore avvicinamento a quella che doveva essere la quotidianità degli oggetti antichi durante la loro “vita”.

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Visita tattile-olfattiva con normovedenti bendati

Dai questionari sottoposti dagli operatori al termine della visita emerge l’alto gradimento del pubblico: nello specifico, il target dei normodotati sottolinea la riuscita dell’esperienza che ha permesso loro sia di venire a contatto diretto con le proprietà materiche dei reperti originali, sia di prendere consapevolezza dell’insieme dei sensi vicari della vista e delle loro capacità conoscitive che, solitamente, in ambito museale, difficilmente riescono ad emergere, poiché sopraffatti dallo sguardo, spesso saturo e disattento.

Ipovedenti e non vedenti hanno apprezzato la possibilità di “guardare con le mani” opere solitamente inaccessibili al pubblico con disabilità visiva ed hanno gradito le spiegazioni effettuate dal personale interno del museo addetto alla fruizione, accoglienza e vigilanza, come sussidio alla loro esplorazione. Da parte loro la richiesta che, in futuro, tali esperienze possano riguardare materiali e collezioni sempre diversi e numericamente maggiori; in particolar modo, esprimono interesse anche per la sezione egizia e per visite multisensoriali al “giardino ameno” del museo.

E noi, che dell’accessibilità museale vogliamo fare un punto di forza del MAF, ci adopereremo per esaudire, il prima possibile, queste gradite richieste!

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