Tagete, chi era costui?

Dal 14 maggio è aperta nel giardino del museo archeologico la mostra di arte contemporanea “L’ombra di Tagete. Ma chi è Tagete? La tradizione lo presenta come un saggio fanciullo nato dalla terra nei pressi di Tarquinia, che avrebbe insegnato agli Etruschi i precetti dell’etrusca disciplina, il complesso di saperi cui gli Etruschi si rivolgevano per interpretare i segni degli dei e comunicare con loro. Così Cicerone, nel I sec. a.C., racconta la storia (De Divinatione, II, 23):

Si narra che un certo Tagete nel territorio di Tarquinia apparve improvvisamente mentre la terra veniva arata, nel momento in cui fu impresso un solco più profondo, e che rivolse la parola a colui che arava. Come è scritto nei libri degli Etruschi, questo Tagete si dice che avesse l’aspetto di un bambino ma la saggezza di un vecchio. Poiché il contadino, stupito dalla sua comparsa, sollevò un grido di meraviglia, accorse molta gente ed in poco tempo tutta l’Etruria si radunò in quel luogo. Allora Tagete parlò a lungo dinanzi alla folla degli ascoltatori, che ascoltarono con attenzione tutte le sue parole e le misero per iscritto. L’intero suo discorso fu quello in cui era contenuta la scienza dell’aruspicìna; essa poi si accrebbe con la conoscenza di nuove cose che furono ricondotte a quegli stessi principi. Ciò abbiamo appreso dagli Etruschi stessi, quegli scritti essi conservano, quelli considerano come la fonte della loro dottrina.

Purtroppo nell’arte figurativa etrusca è difficile riconoscere questo personaggio mitologico; una ipotesi vorrebbe che ne fosse una rappresentazione il c.d. Putto Carrara, una statua votiva rappresentante un fanciullo databile tra IV e III sec. a.C. e proveniente da Tarquinia, conservata ai Musei Vaticani.

Putto Carrara (photo credit http://mv.vatican.va)

Putto Carrara (photo credit http://mv.vatican.va)

Le stele di Francesco Roviello, che spuntano e occhieggiano tra le siepi del giardino creando un affascinante corto circuito tra passato e presente, portano l’eco del nostro personaggio mitologico, in una originale sintesi di mondi diversi, quello umano e quello divino.

Le sculture che popolano il Giardino Ameno

Le sculture che popolano il Giardino Ameno

A questo già suggestivo intreccio di storia, mito e arte si aggiunge infine la natura: laddove ogni particolare è un richiamo all’antico si nasconde infatti, nel giardino, un altro Tagete, quello fiorito nei toni accesi del giallo e arancio.

I fiori di Tagete

I fiori di Tagete

E voi? Siete riusciti a scovare il vostro Tagete tra le aiuole?

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One thought on “Tagete, chi era costui?

  1. Pingback: #lartechelegge… in Etruria! | Museo Archeologico Nazionale di Firenze

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