Firenze, Museo Archeologico Nazionale: è tornata la Testa di Cavallo Medici Riccardi

Dopo quasi un anno di assenza dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, la Testa di Cavallo Medici Riccardi è tornata al suo posto nella sala 14 del Secondo Piano, dedicata all’arte greca di età classica ed ellenistica. La sua collocazione qui non è casuale, naturalmente, perché la statua è un originale in bronzo datato alla seconda metà del IV secolo a.C., dunque alla tarda età classica-inizio dell’età ellenistica; è solo la testa di una statua equestre intera andata perduta: la linea di frattura alla base del collo fu mascherata dal restauro secentesco mediante l’applicazione di una fascia metallica con una targhetta sul davanti.

La testa di cavallo Medici Riccardi al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

La testa di cavallo Medici Riccardi al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Gli occhi, in materiale diverso, non si conservano, lasciando le orbite vuote; la lingua fu realizzata a parte e poi inserita, così come i finimenti e le briglie che furono poi asportati, mentre all’interno della bocca è ancora visibile la barra del morso. Il trattamento della superficie, su cui sono evidenziati il tessuto venoso e muscolare e la serie delle pieghe del collo, accentua la vivacità del movimento dell’animale.

Studenti al museo disegnano la testa di Cavallo Medici Riccardi

Studenti al museo disegnano la testa di Cavallo Medici Riccardi

Non sappiamo come la testa sia giunta nella collezione di Lorenzo il Magnifico, tuttavia di essa e della sua collocazione nel giardino di Palazzo Medici Riccardi si hanno notizie fin da prima del 1494, anno in cui i Medici furono cacciati da Firenze. La testa fu trasferita a Palazzo Vecchio, dove rimase fino al 1512, quindi, quando i Medici tornarono a Firenze, fu restaurata da Bartolomeo Cennini e ricollocata nel giardino di Palazzo Medici Riccardi dove fu utilizzata come bocca di fontana. Nel 1815 fu esposta agli Uffizi e nel 1890 raggiunse la sua attuale collocazione nel Palazzo della Crocetta, sede del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

La testa ebbe una grandissima fortuna nel Rinascimento, in quanto divenne modello per l’artista Donatello per almeno due monumenti equestri, la statua del Gattamelata a Padova e la Protome Carafa (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli). Quest’ultima, addirittura, ritenuta per molto tempo un originale di età classica, è una testa di cavallo colossale: doveva essere parte di un monumento equestre di grandi proporzioni che però non fu portato a compimento, e che era destinato al Re di Napoli Alfonso V di Aragona. Dopo alterne vicende la testa, rimasta a Firenze, fu donata a Diomede Carafa, consigliere di Ferdinando I re di Napoli, nel 1471. Il Vasari nel 1568 ricorda l’opera come «una testa di cavallo di mano di Donato (Donatello) tanto bella che molti la credono antica», raccontandoci che si era diffusa la convinzione che si trattasse di una scultura di età romana. Gli studi recenti hanno invece definitivamente fugato ogni dubbio circa la cronologia rinascimentale della Protome Carafa, consolidandone piuttosto il rapporto con i modelli antichi: per Donatello fu fondamentale poter avere a disposizione a Firenze, tra le collezioni di antichità medicee, proprio la Testa Medici-Riccardi e se si osserva la Protome Carafa si noterà come le due statue siano decisamente somiglianti.

La testa Medici Riccardi a confronto con la Protome Carafa in mostra "La Primavera del Rinascimento". Credits: Palazzo Strozzi

La testa Medici Riccardi a confronto con la Protome Carafa in mostra “La Primavera del Rinascimento”. Credits: Palazzo Strozzi

Per questo motivo, per raccontare quest’aspetto della sua storia, la testa di cavallo Medici-Ricccardi è stata recentemente esposta a Palazzo Strozzi a Firenze e poi al Louvre a Parigi per le mostre “La Primavera del Rinascimento/Le Printemps de la Renaissance“. In quell’occasione è stata dunque offerta una chiave di lettura diversa dell’opera, che non guadava ad essa tanto come ad un oggetto d’arte antica, ma piuttosto come ad un modello di ispirazione per una certa produzione artistica del primo Rinascimento: una storia che fino ad ora in pochi conoscevano.

testa di cavallo in bronzo, copia in piccolo della Testa di Cavallo Medici-Riccardi

testa di cavallo in bronzo, copia in piccolo della Testa di Cavallo Medici-Riccardi

Del resto, che la testa di cavallo Medici Riccardi fosse considerata già nel Rinascimento un’altissima espressione dell’arte classica, è dimostrato dal piccolo esemplare, esposto sempre al secondo piano del Museo Archeologico di Firenze, di testa di cavallo in tutto e per tutto copia ridotta “in quarto” della Testa Medici Riccardi. Questo piccolo oggetto faceva anch’esso parte delle collezioni medicee, registrato come moderno (anche se vi è il dubbio che sia anch’esso antico), e fa bella mostra di sé nella vetrina accanto alla nostra Testa.

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