“Giochi e gare al museo”: la F@Mu 2016 al MAF

Il giorno 9 ottobre 2016 si svolgerà, al MAF come su tutto il territorio nazionale, la giornata Nazionale delle Famiglie al Museo. La manifestazione, promossa dall’Associazione Famiglie al Museo e patrocinata dal Mibact e numerose istituzioni italiane, è dedicata ai piccoli fruitori dei musei accompagnati dagli adulti e vede nel 2016 la sua quarta edizione.

locandinafamu2016-def-850x1195Il MAF, che sin dal primo anno ha preso parte all’iniziativa con laboratori didattici e giochi studiati appositamente per i piccoli visitatori, quest’anno è risultato vincitore del concorso indetto dall’associazione Famiglie al Museo per la scelta del tema dell’edizione 2016, con la proposta “Giochi e gare al museo – il museo palestra della mente”: per questo spetterà al Museo fiorentino ospitare la cerimonia di apertura della manifestazione, nel corso della quale sarà insignito della targa di riconoscimento.

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Per l’occasione è stata allestita la mostra “Giochi e gare… dall’antichità al Museo”, organizzata dal MAF grazie a fondi ministeriali, con il contributo di Unicoop Firenze, dell’Associazione Famiglie al Museo e dell’associazione Friends of Florence.

La seconda domenica di ottobre, dalle ore 9.30, sarà dato il via alla Giornata delle Famiglie al Museo. Tutti i bambini che entreranno con i loro accompagnatori (ingresso gratuito per ciascun bambino e per due suoi accompagnatori) saranno dotati di un acticvity book con giochi e quiz da completare durante il percorso di visita: ad accompagnare i piccoli visitatori sarà, idealmente, un bambino dell’antica Grecia con la passione per lo sport e la pittura, Kleitias… Sì, proprio quello che “da grande” dipingerà il vaso François!

Una pagina dell'activity book

Una pagina dell’activity book

k_disegna_col_blogNel museo saranno predisposte tre postazioni disegno, una per piano, per fermarsi a disegnare e ritagliare le ghirlande di cartoncino distribuite ai bambini. Su prenotazione, invece, si terranno due laboratori a tema, ripetuti tre volte ciascuno nel corso della mattinata (alle ore 9.30, 11.00, 12.30): “A scuola di disegno con Kleitias” (laboratorio di pittura a figure nere su ceramica) e “Un giorno alle gare di Olimpia” (gioco dell’oca gigante con quiz sullo sport nell’antichità).

Sempre dalle 9.30, ogni ora, si ripeteranno le visite guidate alla mostra “Giochi e gare… dall’antichità al museo”.

La mostra, collocata all’interno del percorso espositivo – al secondo piano del Museo -, è stata appositamente studiata con scopi didattici e pensata per essere fruita, sia con l’accompagnamento di un adulto che in autonomia, dai piccoli visitatori del Museo Archeologico. Si presenta, infatti, come un’esperienza interattiva attraverso la quale i bambini possono apprendere, grazie all’osservazione degli oggetti esposti, lo svolgimento dei giochi sportivi nel mondo greco in occasione delle Olimpiadi antiche, con l’aiuto di ricostruzioni visive e sonore.

Uno dei pezzi esposti, con la corsa dei carri

Uno dei pezzi esposti, con la corsa dei carri

A conclusione del percorso, i bambini potranno infatti anche maneggiare alcune ricostruzioni degli attrezzi antichi per il salto e incoronarsi con una corona d’olivo, come i veri vincitori dei giochi antichi, scattandosi una foto nella postazione dedicata!

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Per informazioni e prenotazioni: 055 23575 oppure scarica il volantino cliccando sull’immagine!

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Gli antichi Romani dicevano “Mens sana in corpore sano!” È latino e significa che per ognuno di noi è importante prendersi cura del proprio corpo (mangiando cibi sani e nutrienti e facendo attività fisica, per esempio) e della propria MENTE… Ma come ci si prende cura della MENTE????? Andando a scuola ma anche cercando di essere sempre bambini curiosi pronti a scoprire il mondo che ci circonda! Per allenare il corpo… si può andare in palestra, naturalmente. Per allenare la MENTE… Beh! Possiamo andare tutti al Museo!!!!

Incontri al Museo 2016-2017

Come ogni anno, con l’autunno tornano al MAF gli “Incontri al Museo“, il ciclo di conferenze gratuite che si terranno, negli ambienti del museo, dal mese di settembre 2016 al mese di maggio 2017. Delle 11 conferenze in programma, tre sono dedicate alla figura di J.J. Winckelmann, in onore delle celebrazioni per il giubileo winckelmaniano e costituiranno un complemento alla mostra allestita nel Salone del Nicchio, che resterà visitabile fino a gennaio 2017.

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Il primo incontro, in programma per il 22 settembre, sarà dedicato alla presentazione del Notiziario della Soprintendenza Archeologia del 2015; le altre conferenze, invece, costituiranno un’opportunità di approfondimento delle antichità etrusche della Toscana e dell’archeologia greca. Per marzo è inoltre prevista la proiezione di un cortometraggio, “Timodemo“, del pittore Rodolfo Meli.

20160909_124657-1-1-1Cliccando sull’immagine qua sopra è possibile scaricare il pdf del programma. Come sempre vi aspettiamo numerosi!

Le gare sportive nell’antica Grecia: non solo Olimpiadi

Le Olimpiadi sono la manifestazione sportiva più importante al mondo. Hanno carattere mondiale, poiché tutte le nazioni della Terra possono partecipare e si svolgono ogni 4 anni. Nelle due settimane di gare la popolazione di ogni stato si concentra a fare il tifo per i propri atleti, qualunque sia la disciplina per la quale gareggiano. Ci sono gli atleti più noti e più amati, quelli meno noti ma ugualmente celebrati. È una grande festa sovranazionale.

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Quando nel 1896 si svolsero le prime Olimpiadi moderne, ad Atene, Pierre Decoubertin volle rievocare proprio lo spirito delle Olimpiadi dell’antica Grecia: anch’esse all’epoca si svolgevano ad intervalli di 4 anni e avevano carattere sovranazionale, tanto che partecipavano sia atleti provenienti dalle varie città stato della Grecia propria che atleti provenienti dalle colonie dell’Italia meridionale e della Sicilia. I vincitori delle gare diventavano famosi, ad essi venivano dedicati componimenti poetici e statue nei santuari.

Le Olimpiadi erano senz’altro la manifestazione sportiva più importante dell’antica Grecia, ma non erano l’unica. Nel mondo greco l’agonismo era fortemente legato alla religione. Le varie póleis, le città-stato della Grecia, organizzavano molti giochi, alcuni dei quali a livello locale, altri di importanza panellenica, ovvero aperti a tutte le altre città. Non si trattava solo di gare sportive, ma di eventi nel corso dei quali si svolgevano anche celebrazioni religiose, processioni, sacrifici. In molti casi, poi, le gare agonistiche erano fatte per celebrare la morte di personaggi importanti: la descrizione dei giochi funebri organizzati da Achille per i funerali di Patroclo nell’Iliade è la più antica testimonianza di competizioni sportive nell’antichità ed è davvero minuziosa: descrive la corsa a piedi e con i carri, il lancio del disco e del giavellotto, il pugilato, la lotta, lo scontro con le armi, il tiro con l’arco.

i giochi funebri in onore di Patroclo rappresentati sul vaso François, Museo Archeologico Nazionale di Firenze

i giochi funebri in onore di Patroclo rappresentati sul vaso François, Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Oltre alle Olimpiadi, dunque, nell’antica Grecia esistevano tanti altri Giochi. Vediamo brevemente i principali:

I giochi Panatenaici

L'atleta si veste per la corsa armata - oplitodromìa. Firenze, Museo Archeologico Nazionale

L’atleta si veste per la corsa armata – oplitodromìa. Firenze, Museo Archeologico Nazionale

Introdotti da uno dei primi re di Atene, Erittonio, inizialmente erano giochi locali, e solo con Pisistrato nel 528 a.C. furono aperti anche agli atleti delle città alleate. Furono poi sospesi per un certo tempo finché non li ripristinò Pericle nel 460 a.C. Chiamati anche Panatenee, erano celebrati in onore di Atena Poliàs, dea protettrice della città. Momento fondamentale di questa festa era la grande processione che coinvolgeva tutta la città e che giungeva fino all’Acropoli, dove le fanciulle di famiglia nobile vestivano con un peplo la statua della dea. Il fregio scolpito a rilievo della cella del Partenone descrive perfettamente questa processione, cui partecipavano le autorità cittadine, i cavalieri e, simbolicamente gli dei. Le feste duravano alcuni giorni; gli agoni sportivi si svolgevano nel quarto, quinto e sesto giorno: erano lo stàdion, ovvero la corsa, il pentathlon, la lotta, il pugilato, il pancrazio, la corsa dei carri, la corsa a cavallo e la corsa in armi (oplitodromìa). Il premio per il vincitore era un’anfora colma di olio chiamata anfora panatenaica. Su di essa da un lato era rappresentata Atena armata di elmo, scudo e lancia e dall’altro la disciplina nella quale l’atleta aveva trionfato. Nel caso dell’anfora panatenaica del nostro museo (di cui abbiamo parlato qui) la disciplina è la corsa col carro tirato da quattro cavalli, il téthrippon, ma esistevano anfore in premio per ogni specialità.

la corsa col carro - téthrippon - sull'anfora panatenaica del Museo Archeologico Nazionale di Firenze

la corsa col carro – téthrippon – sull’anfora panatenaica del Museo Archeologico Nazionale di Firenze

I Giochi Pitici o Delfici

Svoltisi per la prima volta nel 590 a.C., i giochi Pitici si svolgevano a Delfi, dove sorgeva il santuario di Apollo Python, presso il quale si recavano tutti coloro che volevano consultare l’oracolo prima di compiere qualsiasi impresa. Era un luogo di grande importanza, non solo religiosa, ma anche politica, per tutta la Grecia. I Giochi, che avevano valenza panellenica, ovvero erano aperti a tutti i Greci, non erano solo atletici, ma prevedevano anche gare di musica, di drammaturgia e di poesia. Anche questi Giochi si svolgevano ogni 4 anni, ad agosto, nel terzo anno di ciascuna olimpiade e prevedevano gare di atletica e corse di cavalli.

I Giochi Istmici

Scena di lotta su uno stamnos, vaso contenitore di liquidi, dipinto dal pittore di Troilos (490-480 a.C.). Firenze, Museo Archeologico Nazionale

Scena di lotta su uno stamnos, contenitore per liquidi, dipinto dal pittore di Troilos (490-480 a.C.). Firenze, Museo Archeologico Nazionale

Si svolgevano a Corinto, sull’Istmo che unisce il continente alla penisola del Peloponneso. L’istituzione di questi giochi è molto antica e si perde nel mito. Secondo alcuni scrittori antichi i primi a gareggiare nei Giochi Istmici furono addirittura gli dei Poseidone e Eolo, mentre secondo altri li fondò l’eroe Teseo. Erano gare molto frequentate, che richiamavano un grandissimo pubblico e una grandissima partecipazione da tutta la Grecia e non solo. Tuttavia, non raggiunsero mai il livello di importanza dei giochi Olimpici. I Giochi Istimici dovettero essere interrotti nel 146 a.C., anno in cui i Romani distrussero la città di Corinto e ripresero solo quando, un secolo dopo, Giulio Cesare fece ricostruire la città.

Questi erano i principali giochi panellenici che si svolgevano in Grecia e che coinvolgevano e impegnavano attivamente le poleis. L’atleta che gareggiava rappresentava la sua polis e se vinceva veniva onorato e celebrato nella sua città. Non esistevano gare di squadra nell’antichità: era l’atleta singolo che si misurava con se stesso e che vinceva senza bisogno di altri. C’era un solo vincitore, non esisteva un secondo o un terzo classificato. E soprattutto il detto di Pierre Decoubertin, promotore delle Olimpiadi moderne, “L’importante è partecipare” era totalmente estraneo ai Greci: per loro l’importante era vincere, la vittoria dava la gloria, accostava agli dei. E come gli dei, immortali, alcuni nomi e gesta di atleti greci sono giunti fino a noi, grazie alle fonti antiche che ce li hanno trasmessi e alla scoperte archeologiche che ce li hanno restituiti.

Avviso ai visitatori: a Ferragosto il museo è chiuso

ferragosto chiusoA Ferragosto il museo resterà chiuso. Per la precisione sarà chiuso sia domenica 14 che lunedì 15 agosto, mentre riaprirà con il consueto orario martedì 16 agosto.

La chiusura rientra nell’orario estivo 2016 del museo, secondo il quale il museo rimane chiuso tutti i festivi, eccetto la prima domenica del mese che corrisponde alla #domenicalmuseo, istituita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e che prevede la gratuità del biglietto d’ingresso a quanti vogliono visitare il museo in quel giorno.

Ferragosto è giorno di ferie per eccellenza fin dai tempi dell’imperatore Augusto. Fu proprio lui anzi ad istituire le Feriae Augusti, espressione che significa letteralmente “riposo di Augusto”, per indicare un periodo di festeggiamenti e di riposo, appunto, al termine della lunga stagione dei raccolti agricoli. La festa è poi stata assimilata dalla Chiesa che il 15 agosto celebra l’Assunzione di Maria, ma nel nome ha mantenuto la sua più antica origine romana.

Il MAF alle Olimpiadi

Dal 5 al 21 agosto si terranno a Rio de Janeiro le XXXI Olimpiadi; il Mibact, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del CONI, promuoverà con una iniziativa nazionale la cultura del nostro paese.

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La #domenicalmuseo del 7 agosto sarà infatti dedicata al tema dello sport in tutti i musei che aderiranno all’iniziativa, e sarà esposta un’opera particolare attinente al tema a cui sarà dato particolare rilievo (qui le opere esposte da tutti i musei).

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La copertina dell’evento dedicata al MAF

Il MAF ha scelto di esporre l’anfora panatenaica attribuita al pittore Lydòs, risalente al VI sec. a.C., per il suo stretto legame con le competizioni sportive nell’antichità; la domenica 7 agosto il direttore del museo, dott. M. Iozzo, illusterà l’opera ai visitatori a cadenze regolari.

L’anfora in questione, come recita l’iscrizione, Tón Athénethen áthlon (“questo è [il premio] delle gare in Atene”), alta più di mezzo metro e capace di oltre 40 litri, era una delle 140 che spettavano, colme dell’olio ricavato dagli ulivi sacri ad Atena, al vincitore della più importante gara sportiva delle Panatenee. La principale festa religiosa dell’antica Atene si svolgeva, infatti, in onore della divinità protettrice della città, Athená Poliás (Atena dea della Pólis, ovvero della città con il suo territorio), per otto giorni a partire dall’anniversario della nascita della dea, il 28 del mese di Ecatombeone (fine luglio), e ad essa partecipavano tutti i cittadini liberi, comprese le donne.

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Nel 566 a.C. le antiche celebrazioni furono riorganizzate dal tiranno Pisistrato, che seguendo il modello dei Giochi Olimpici – le analoghe feste che si tenevano a Olimpia in onore di Zeus – stabilì anche per le Panatenee una cadenza quadriennale, ma nel terzo anno di ogni Olimpiade, perché non vi fossero sovrapposizioni. Per la sua antichità, l’anfora, commissionata dal governo di Atene a un vasaio per il quale Lydós lavorava come pittore, è riferibile appena alla terza o quarta edizione dei Giochi Panatenaici, quella del 558 o del 554 a.C., come conferma l’assenza di alcuni elementi (la colonna sormontata da un gallo, simbolo dell’agón, lo spirito della competizione, e l’iscrizione sulla fronte, posta lateralmente e in verticale) che poco dopo, dal 550 circa a.C., diventeranno standard e rimarranno tali per quasi tre secoli.

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La disciplina sportiva premiata è in questo caso il téthrippon, la corsa con la quadriga, raffigurata al galoppo sul lato posteriore del vaso, con l’auriga dalla caratteristica tunica bianca (chitón poderés) e con il pungolo (kéntron) in mano. Sul lato principale, il vincitore, con la benda rossa con la quale si cingerà il capo (tainía niketéria, la “benda della vittoria”), è rappresentato di fronte ad Atena.

Questa anfora ebbe una lunga storia: a un certo punto della sua storia, infatti, lnon sappiamo se vuota o piena, prese la via dell’Etruria, dove finì per essere deposta nella tomba di un aristocratico signore di Orvieto, in cui è stata ritrovata durante gli scavi ottocenteschi.

In Toscana sono due i musei del Polo Museale Regionale che aderiscono all’iniziativa: oltre al Museo Archeologico di Firenze c’è anche il Museo Archeologico Mecenate di Arezzo, che esporrà l’anfora con Pelope e Ippodamia.

L’ashtag per seguire l’evento sui social è #italianmuseums4olympics

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze visto da voi

Molti visitatori quando entrano in museo chiedono se possono scattare fotografie alle opere esposte. La risposta è presto data: certamente, purché senza flash e senza cavalletto. In particolare la Legge 29 luglio 2014, n. 106 (più nota come Artbonus) all’art. 12 comma 3-bis chiarisce in quale modo i visitatori possono scattare foto all’interno dei musei:

Sono libere le seguenti attività, svolte senza scopo di lucro, neanche indiretto, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale:

  1. la riproduzione di beni culturali, diversi dai beni bibliografici e archivistici, attuata con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l’esposizione di esso a sorgenti luminose, né, all’interno degli istituti della cultura, l’uso di stativi o treppiedi;
  2. la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere riprodotte a scopo di lucro, neanche indiretto.

In particolare ci interessa il secondo punto, che tocca un tema molto importante: la divulgazione del nostro patrimonio culturale attraverso la diffusione (sui social network) di foto che riproducono opere, monumenti, oggetti, luoghi. Indubbiamente i social media hanno cambiato il nostro modo di comunicare e di vivere e non solo: nel caso delle immagini, ecco che la foto ricordo di un tempo diventa una foto da mostrare, da condividere. Le foto scattate nei musei e condivise sui social diventano esse stesse veicolo di diffusione della conoscenza. Attraverso le fotografie dei visitatori, non solo viene trasmessa l’immagine del museo, ma viene diffusa un’immagine personale, e quindi molto più coinvolgente.

Abbiamo fatto un giro su instagram, il social media dedicato espressamente alla condivisione di immagini. Abbiamo cercato le foto geotaggate con Museo Archeologico Nazionale di Firenze per sapere com’è il museo visto da voi, e ci siamo emozionati.

Come rimanere insensibili, infatti, davanti a questa piccola visitatrice che legge i geroglifici alla sua mamma?

Oppure è l’opera stessa che parla, come il volto stupendo di questa signora dell’oasi del Fayum: una donna egiziana che visse in età romana e il cui ritratto, consegnato all’eternità, oggi ci guarda dritto negli occhi:

O ancora, è un mosaico di immagini a costituire la foto da condividere per veicolare un messaggio: questa storia è la tua storia!

C’è, poi, chi sa cogliere dettagli di grande bellezza e realizza scatti che lasciano a bocca aperta, come questo ritratto del giovane efebo di Fiesole:

A photo posted by Poppy Grima (@poppyfgrima) on

E poi c’è lei, ovviamente, la Chimera di Arezzo, alla quale su instagram è dedicato il maggior numero di scatti:

A photo posted by Avital Legar (@avitalegar) on

Oltre ai visitatori, sono gli stessi musei e istituzioni culturali oggi i primi a condividere immagini delle proprie opere e delle proprie collezioni, col fine di farle conoscere al grande pubblico. È per questo che vi annunciamo che anche il Museo Archeologico Nazionale di Firenze d’ora in avanti ha un suo account su instagram! Ci trovate come @museo_archeologico_firenze. Pubblicheremo le nostre opere, immagini degli eventi in corso e riposteremo le foto dei visitatori. Perché ci piace vedere il museo come lo vedete voi.

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Il Museo Archeologico a MusArt festival 2016

Il mese di luglio a Firenze vedrà protagonista piazza SS. Annunziata, con una serie di eventi che approfitteranno dei suoi spazi e dei monumenti che la circondano. Nell’ambito dell’Estate Fiorentina è infatti in cartellone, dal 19 al 23 luglio, MusArt Festival, un festival pensato per coniugare arte, musica e cibo.

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BitConcerti propone al pubblico di fiorentini e non una serie di ‘percorsi emozionali’ che abbiano il loro fulcro nell’abbinamento di un concerto con la visita di un giardino, di un luogo di culto o di un palazzo monumentale insieme ad occasioni gastronomiche selezionate. Coloro infatti che acquisteranno il biglietto per assistere ad uno dei concerti del festival, potranno visitare gratuitamente alcuni dei luoghi d’arte più significativi, accessibili dalla piazza. Il MAF sarà presente con il suo giardino munumentale, aperto per l’occasione con visite guidate alle tombe etrusche ricostruite al suo interno.

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Le visite potranno avvenire a partire dalle ore 20.00 fino ad inizio concerto. L’allestimento della piazza sarà di tipo teatrale e saranno presenti al suo interno alcuni punti ristoro.